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Prestiti: tra incertezza e rilancio

pubblicato da il 3 ottobre 2013
Prestiti: tra incertezza e rilancio

Interessante dossier pubblicato su Il Sole 24 Ore che ha preso in esame il mercato dei prestiti, alle prese tra l'incertezza del presente e le aspettative di rilancio per il futuro. La crisi economica ha infatti fatto perdere agli italiani, per ovvi motivi, la loro propensione alla spesa e soprattutto al ricorso al debito, con ripercussioni sensibili non solo sull'andamento dei consumi (una delle voci più importanti del Pil) ma anche sulla salute di un settore strategico come quello dei prestiti. Una linea difensiva che però, pur avendo le sue ragioni, appare spesso esagerata, visto che sul mercato è ancora possibile trovare prestiti a buone condizioni per l'acquisto dell'auto nuova, della moto, dei mobili e di altri beni considerati non strettamente primari.

Per Chiaffredo Salomone, presidente di Assofin, il futuro si presenta ancora a tinte fosche: “Purtroppo pesano l'erosione del reddito, l'incertezza del posto di lavoro e, soprattutto, un pessimo clima di fiducia. Il consumatore che percepisce l'incertezza del reddito non consuma e non chiede prestiti. Servirebbe un rilancio dei consumi, anche legato alla fiscalità, per sperare di invertire rotta”. Del resto il nostro Paese ha visto diminuire di 15 miliardi in 5 anni l'erogazione di prestiti; nei primi 7 mesi del 2013 la diminuzione è stata del 6,3% mentre nel 2012 è stata del 12%.

Sono soprattutto i prestiti per comprare automobili quelli che affossano tutto il comparto: nei primi 7 mesi di quest'anno hanno infatti perso 5,2 miliardi di euro, per una percentuale del 7% in meno. Male anche le carte di credito: le carte aziendali, familiari e personali hanno erogato prestiti per 13,5 milioni nel 2012 rispetto ai 16,5 milioni di euro di 3 anni fa. In ripresa, invece, i prestiti con cessione del quinto, che dopo un grande calo stanno riprendendo quota. Riescono a tenere botta anche i prestiti finalizzati a comprare elettrodomestici e arredamenti.

Il tracollo del mercato del credito al consumo morde profondamente anche i conti degli operatori specializzati. La crisi recessiva e il flop del mercato dei prestiti personali del resto non poteva non impattare su chi quel credito lo fornisce. Non meno inquietante, sempre secondo l'analisi del Sole 24 Ore, anche l'emergere poderoso delle sofferenze sui finanziamenti in essere.
Ad accelerare la dinamica delle perdite c'è poi il fattore tassi. Il credito al consumo è l'unico comparto creditizio che non ha visto i tassi praticati alla clientela scendere negli anni della dura crisi italiana. Anzi dal 2010 il Taeg medio è salito: era l'8% tre anni oggi siamo al 9,5%.

Ovviamente anche sul fronte del credito ordinario la situazione non è affatto rosea. Secondo i dati dell'Abi relativi all'agosto scorso, infatti, non si arresta il calo dei prestiti delle banche italiane alle famiglie e alle imprese, con una variazione annua pari a -3,2%.

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