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Prestiti: tassi d'interesse pari al 3,33% a ottobre 2015, minimo storico

pubblicato da il 19 novembre 2015
Prestiti: tassi d'interesse pari al 3,33% a ottobre 2015, minimo storico

L'ultimo rapporto mensile dell'ABI ha fornito dati molto interessanti sulla situazione dei prestiti: i tassi d'interesse, in particolare, si sono posizionati a ottobre su livelli ancora più bassi delle rilevazioni precedenti, risultando pari al 3,33%, minimo storico (erano al 3,34% a settembre e addirittura al 6,18% a fine 2007). Invece il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,61%, il valore più basso da luglio 2010, e quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato a 1,90%, mentre era 1,82% il mese scorso.

Segnali positivi sono emersi anche per le nuove erogazioni di prestiti bancari: i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi nove mesi del 2015 un incremento di circa il 16,2% sul corrispondente periodo del 2014, mentre i mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso lasso temporale, sono aumentati del 92,1%. Stabili invece i numeri che riguardano i finanziamenti in essere a famiglie e imprese, che hanno presentato una variazione prossima allo zero (-0,3%) nei confronti di ottobre 2014, ma comunque nettamente migliore rispetto al picco negativo di novembre 2013, quando aveva fatto segnare -4,5%. In definitiva questo di ottobre 2015 per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. In crescita anche il ricorso a prodotti finanziari molto convenienti come il consolidamento debiti e la cessione del quinto.

Il rapporto dell'ABI non contiene però solamente dati positivi: a seguito del perdurare della crisi e dei suoi effetti, la rischiosità dei prestiti in Italia è ulteriormente cresciuta e le sofferenze lorde sono risultate a settembre 2015 pari a 200,4 miliardi, in sensibile aumento sui 98,5 miliardi di agosto. Anche le sofferenze nette sono aumentate, passando da 85,9 miliardi di agosto a 87,1 miliardi di settembre.

Infine in Italia è diminuita su base annua la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, (-13% a ottobre 2015, mentre su base annua il calo è stato di 58,6 miliardi di euro), e sono viceversa aumentati i depositi: +4,9% da gennaio e +3,2% a settembre.

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