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Sussidio di 1.500 € al mese per ospitare ragazze ucraine: solo una bufala

pubblicato da il 6 marzo 2014
Sussidio di 1.500 € al mese per ospitare ragazze ucraine: solo una bufala

La notizia sembrava di quelle ghiotte: uno speciale sussidio di circa 1.500 euro al mese dall’Unione Europea per ospitare giovani rifugiate ucraine in fuga dalla guerra. Un’occasione più unica che rara per fare della filantropia, guadagnare un po’ di soldi, cosa che di questi tempi non guasta, e, perché no, avere la possibilità di conoscere da molto vicino le “mitologiche” ragazze dell’Est. L’annuncio, riportato dal Corriere del Mattino, si è sparso velocemente in rete, soprattutto sui social network, catturando l’interesse di moltissime persone. Ma è bastato poco a far crollare l’intero castello di carte e smascherare l’ennesima, ma ben congegnata, bufala sul web.

In effetti, a una prima lettura, il dispaccio diffuso da una non meglio identificata “corrispondente da Bruxelles” Anastasia Lebedeva, poteva trarre in inganno: si citava infatti l’approvazione del secondo emendamento da parte della Commissione Europea relativa alla Difesa dell’Incolumità dei Rifugiati Politici appartenenti a Stati che hanno richiesto l’ingresso nell’UE (l’Ucraina, appunto), che stabiliva incentivi pari a 1.450,57 euro mensili per le famiglie europee disposte a ospitare, da 1 a 54 mesi, rifugiati ucraini o di altre realtà similari, in particolar modo giovani donne da sempre discriminate per futili motivi. Il nucleo familiare ospitante avrebbe dovuto poi dimostrare la pacifica convivenza con la persona ospitata tramite documentazione fotografica.

In definitiva il sussidio di 1.500 euro al mese sarebbe servito a garantire un dignitoso sostentamento della persona a carico, in particolare se “giovane” e “donna”. E magari anche “bella”, ma questo hanno omesso di aggiungerlo… Troppe però le incongruenze per fa sì che la bufala durasse a lungo: innanzitutto l’assenza della notizia sulle pagine delle principali testate giornalistiche. Poi la sospetta preferenza verso le “giovani donne”, in spregio a qualsiasi principio d’eguaglianza che dovrebbe animare gli aiuti umanitari. E infine, ma non meno importante, l’importo stabilito: 1.500 euro mensili per “garantire un dignitoso sostentamento” sono un insulto a tutti coloro, e purtroppo sono tanti, che in Italia ma anche altrove cercano di condurre un’esistenza parimenti dignitosa con entrate neanche paragonabili a quella cifra.

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