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Approvato il nuovo decreto sulla trasparenza

pubblicato il 7 luglio 2011

Dal primo giugno 2011 è entrato in vigore il nuovo quadro normativo dedicato al credito al consumo. Le novità introdotte sono tutte volte a migliorare la trasparenza sulle operazioni bancarie e a tutelare i consumatori che richiedono un finanziamento.

Il decreto legislativo 141/2010 (che recepisce la direttiva europea 2008/48/CE), il Decreto del Ministero del Tesoro del 3 febbraio 2011 e il provvedimento di Bankitalia del 9 febbraio 2011 hanno aggiornato i riferimenti legislativi in materia migliorando la normativa vigente applicata ai contratti di credito al consumo: prestiti personali (tra questi anche i prestiti auto e i prestiti vacanze), credito rotativo e cessione del quinto dello stipendio.

Il nuovo decreto legislativo contiene i diversi obblighi che le banche e le finanziarie devono seguire per legge per garantire la giusta trasparenza sui contratti e agevolare i rapporti con i clienti acquisiti e potenziali:

  • Istituti finanziari e banche hanno l’obbligo di fornire, come foglio informativo personalizzato, il modulo europeo IEBCC (Informativa europea di base sul credito ai consumatori) con tutti le caratteristiche del prestito.
  • Tutte le informazioni sulle offerte devono essere facilmente comparabili con quelle di altri istituti e pertanto devono indicare tutti i costi in maniera chiara ed inequivocabile.
  • I clienti devono poter ricevere una copia del contratto prima della firma.
  • Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) deve contenere tutte le voci accessorie di spesa: polizze assicurative, imposta di bollo, commissioni di incasso della rata mensile, spese di gestione, spese di istruttoria e apertura della pratica, ecc.
  • Il diritto di recesso senza spese aggiuntive o penali, deve essere garantito entro 14 giorni dalla stipula del contratto, rimborsando gli interessi già maturati. Lo stesso diritto vale anche per l’eventuale polizza assicurativa sottoscritta contestualmente.
  • L’estinzione anticipata del prestito deve prevedere penali con soglia massima dell’1% del capitale rimborsato, per debiti estinti a più di un anno dal termine del piano di ammortamento. La soglia limite scende allo 0,50% se mancano meno di 12 mesi.
  • L’interruzione del piano di ammortamento senza penali è possibile in qualunque momento purchè si dimostri il grave inadempimento da parte della banca, ottenendo anche il rimborso della somma pagata fino a quel momento.

Le banche e le finanziarie dovranno garantire le stesse condizioni di trasparenza anche a chi richiederà un finanziamento tramite i comparatori di prestiti on line come Facile.it.

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