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Prestiti online: P2P, vantaggi e limiti del social lending

pubblicato da il 5 gennaio 2016
Prestiti online: P2P, vantaggi e limiti del social lending

Se il mercato del credito in Italia mostra chiari segnali di ripresa il merito è anche dei prestiti online, che riscuotono un grande successo perché a differenza dei prestiti tradizionali (che vanno invece richiesti direttamente in banca) vengono erogati in maniera più semplice e veloce e hanno pure meno costi accessori, senza contare la possibilità di comparare le diverse offerte prima di scegliere quella più favorevole.

Negli ultimi tempi si sta inoltre diffondendo un nuovo sistema di prestiti online sviluppato attraverso le piattaforme P2P, acronimo che sta per Peer To Peer, o su siti o enti di social lending: si tratta di una soluzione che a prima vista permette di ottenere finanziamenti ancor più vantaggiosi, poiché si basa sull'accordo diretto tra privati senza passare attraverso banche o società finanziarie di qualsiasi tipo, con pochi costi e tassi d'interesse molto favorevoli.

Eppure, nonostante le premesse, questo sistema stenta a svilupparsi in Italia, mentre in altri Paesi è già un'importante realtà. A differenza dei loro colleghi anglosassoni e scandinavi, gli italiani sono ancora piuttosto conservatori quando si tratta di maneggiare del denaro e prima di dar completa fiducia al P2P vogliono vederci chiaro, non senza ragione.

Il social lending, infatti, avrà anche i suoi innegabili vantaggi ma anche qualche limite che ne frena l'ascesa. Tra i pregi c'è senz'altro il tasso di interesse che percepisce chi presta denaro, di solito favorevole rispetto a quello proposto dagli intermediari finanziari tradizionali. Contestualmente chi ricorre al P2P per ottenere un prestito paga interessi leggermente più alti rispetto ai finanziamenti a medio termine per l’acquisto di macchinari o impianti, ma molto più bassi rispetto ai tassi del normale credito al consumo, grazie alla riduzione dei costi di intermediazione. Tuttavia, ed è qui il limite maggiore, questo tipo di prestito non prevede garanzie a protezione del prestatore contro il rischio di fallimento del debitore. Inoltre la gestione dei crediti insoluti non è sempre facile.

In altre parole il P2P non è ancora un sistema esente da rischi. E di questi tempi gli italiani preferiscono affidarsi a metodologie un po' più costose ma decisamente più sicure.

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