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Prestiti in calo alle famiglie e alle imprese: aumenta il rischio usura

pubblicato da il 28 agosto 2014
Prestiti in calo alle famiglie e alle imprese: aumenta il rischio usura

Negli ultimi due anni i prestiti erogati dalle banche a famiglie e imprese sono diminuiti di quasi 100 miliardi di euro. Un dato che, come sottolinea il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, rischia di portare il fenomeno dell’usura a dimensioni sempre più preoccupanti, soprattutto nel sud Italia e in regioni come Campania, Calabria, Abruzzo, Puglia e Sicilia.

In particolare, tra la fine del 2011 e lo stesso periodo del 2013, la diminuzione degli impieghi bancari alle famiglie e alle imprese è stata di 97,2 miliardi di euro, con una contrazione delle prime di 9,6 miliardi (- 1,9%) e delle seconde addirittura di 87,6 miliardi (-8,8%). Oltre agli effetti della crisi economica e al calo della domanda di credito, questa forte riduzione è stata dovuta anche al deciso aumento delle sofferenze bancarie che, a giugno di quest’anno, ha toccato la cifra record di 168 miliardi di euro.

Con la forte stretta creditizia e l’aumento della disoccupazione, che hanno contribuito a ridurre i livelli di reddito, c’è quindi il serio pericolo che l’usura, già presente nel nostro Mezzogiorno in misura maggiore che altrove, assuma una portata non più controllabile. Le motivazioni per le quali molte persone cadono tra le braccia degli strozzini sono del resto facilmente identificabili: oltre al perdurare della crisi, sono soprattutto le opprimenti scadenze fiscali a spingere molti piccoli imprenditori nella morsa degli usurai, mentre disoccupati o lavoratori dipendenti sono invece vittime di problemi finanziari che solitamente emergono dopo brevi malattie, brutti infortuni o a seguito di appuntamenti familiari importanti come matrimoni, battesimi o eventi in generale (occasioni per le quali molte banche dedicano prestiti per cerimonie).

È perciò necessario che specialmente nelle aree dove c’è più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiore sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, le istituzioni intervengano con provvedimenti mirati che inducano i cittadini a rifiutare l’usura e a rivolgersi a sistemi di credito decisamente più convenzionali. Servirebbe, però, anche una maggiore disponibilità da parte degli istituti bancari e finanziari.

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