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Prestiti: Bankitalia e Crif ci spiegano com’è andato il primo semestre del 2012

pubblicato da il 27 luglio 2012
Prestiti: Bankitalia e Crif ci spiegano com’è andato il primo semestre del 2012

Bankitalia e Crif hanno diffuso in questi giorni interessanti resoconti sull’andamento del mercato dei finanziamenti nel primo semestre del 2012. I rapporti dipingono un quadro generale tutt’altro che luminoso, ma evidenziano una situazione di rinnovata stabilità che pone le basi per una lenta ripresa del settore prestiti nella seconda parte dell’anno.

Cominciando da Palazzo Koch, l’Istituto riscontra una sostanziale debolezza della domanda da parte delle imprese e delle famiglie; le prime risentono della scarsa necessità di finanziare investimenti fissi, le seconde della restrizione della spesa per i beni di consumo. Bankitalia spiega inoltre che, nel secondo trimestre dell’anno, i criteri per la concessione di prestiti alle imprese sono rimasti invariati: l’indicatore di sintesi – un valore che oscilla tra l’1 (massima rigidità dei criteri) e il -1 (massima distensione) – si è confermato infatti allo 0,15. Tale valore, secondo le valutazioni degli intermediari creditizi, dovrebbe diminuire nel corso del nuovo trimestre. Per quanto riguarda il mercato interbancario, a fronte di un miglioramento delle condizioni di accesso al credito a breve termine, si riscontra una tendenza contraria nei mercati finanziari a lungo termine, conseguenza delle agitazioni che stanno ancora segnando il settore dei titoli di Stato.

Dati importanti, dicevamo, arrivano anche dalla banca dati di Crif. Nel mese scorso riportavamo come la domanda di prestiti da parte delle imprese fosse, nonostante tutto, in aumento rispetto allo stesso periodo del 2011, e i numeri del primo semestre 2012 rispettano il trend positivo con un complessivo +4,7%. Situazione opposta nell’ambito del credito al consumo famigliare: Crif registra un -8% nella domanda rispetto ai primi sei mesi del 2011 ed evidenzia anche un sensibile calo degli importi medi, passati da 5.412 a 5.041 euro per i prestiti finalizzati e da 12.380 a 12.014 euro per i prestiti personali. Considerando solo gli ultimi due mesi del semestre, tuttavia, la differenza rispetto all’anno scorso si azzera e scompare così il “segno meno” che ha caratterizzato la richiesta di prestiti sin da gennaio.

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