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Prestiti: l'affidabilità dei clienti affidata ai social network

pubblicato da il 25 febbraio 2016
Prestiti: l'affidabilità dei clienti affidata ai social network

C'era un tempo in cui banche e società finanziarie, per accertare l'affidabilità creditizia di un cliente a cui elargire prestiti, si affidavano a dati incontrovertibili come l'età anagrafica, l'inquadramento contrattuale o l'eventuale inclusione nella banca dati dei cattivi pagatori. Chiariamoci, anche oggi è così, ma gli istituti di credito possono disporre di uno strumento in più: l'analisi dei big data e dei social network, in particolare Facebook e Linkedin.

I big data, termine che sta a indicare una raccolta di dati talmente estesa da richiedere tecnologie e metodi analitici specifici per l'estrazione di un valore significativo, stanno infatti cambiando le modalità con cui le società finanziare raccolgono informazioni per valutare il profilo di rischio dei potenziali clienti. “Per esempio”, ha rivelato Gaia Rubera del Dipartimento Marketing dell'Università Bocconi di Milano, “Alcune di esse guardano la pagina Linkedin dei clienti allo scopo di verificare la velocità con cui queste persone riescono a trovare un nuovo lavoro casomai lo perdessero prima di estinguere il finanziamento”.

La stessa cosa accade con Facebook: in questo caso diverse società vanno addirittura oltre e richiedono un accesso temporaneo al profilo del cliente in modo da ottenere utilissime informazioni sulla sua reale situazione patrimoniale. E come, direte voi? Facile: analizzando le foto postate sul social network di Mark Zuckerberg, che spesso riguardano i luoghi dove si va in vacanza, i locali (e le persone) che si frequentano o la casa in cui si abita, si può scoprire con relativa facilità il tenore di vita praticato dalla persona in questione e valutare se abbia le credenziali per essere considerato un buon pagatore.

Questi sono solo alcuni esempi del tipo di informazioni che le società finanziarie possono raccogliere da big data e social network. Al momento l'utilizzo di tali dati ha comunque portato un doppio beneficio: i clienti che vogliono accedere a prestiti on line o tradizionali che siano, sanno che devono puntare su profili solidi e puliti per strappare tassi d'interesse più bassi. Le società finanziarie, invece, al netto di un'intromissione nella sfera della privacy di cui non si può non tener conto, possono valutare meglio il profilo di rischio dei possibili clienti.

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