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JP Morgan abbandona il comparto dei prestiti d'onore

pubblicato da il 12 settembre 2013
JP Morgan abbandona il comparto dei prestiti d'onore

Mentre in Italia enti e istituzioni virtuose fanno a gara per garantire nuove proposte di microcredito a favore dell'istruzione universitaria (l'ultima ha visto la partnership tra Università di Siena e MPS), dall'altra parte dell'oceano il colosso JP Morgan Chase & Co., forse il più grande istituto bancario al mondo, ha deciso di tagliare definitivamente il comparto dei prestiti d'onore agli studenti. I motivi sono essenzialmente due: l'incapacità della maggior parte degli studenti americani di mantenere fede al pagamento e la volontà da parte delle banche di ridurre le operazioni in settori sempre più regolamentati e con un ruolo diretto del Governo federale.

Nel primo caso c'è poco da dire: le statistiche dicono che al giorno d'oggi il numero di coloro che non riescono a restituire il prestito d'onore è oltre il 30%. Il Consumer Financial Protection Bureau avrebbe calcolato che i prestiti insoluti ammontano addirittura a 1,2 miliardi di dollari, una cifra pari a circa 40.000 dollari per studente, ma che aumenta a 55.000 se nei dati vengono inseriti anche coloro che frequentano i master post-laurea. Se i numeri sono reali, e non c'è motivo di ritenere il contrario, l'impopolare decisione di JP Morgan rientra purtroppo nella logica di un ente privato che si vede costretto a recidere un settore improduttivo.

C'è poi la questione della nuova e più stringente regolamentazione del prestito d'onore che sta spingendo buona parte delle banche statunitensi ad abbandonare la partita, al punto che presto la Wells Fargo rimarrà l'unico istituto a stelle e strisce operante nel comparto dei prestiti per l'istruzione. Dal 2009, infatti, l'amministrazione Obama ha deciso di promuovere un ruolo crescente del Governo federale nell'offrire direttamente prestiti agli studenti, in modo da controllare meglio pratiche e costi di un mercato da 1.000 miliardi di dollari. Il risultato è che oggi le banche americane offrono soltanto 8,2 miliardi di prestiti l'anno, in calo del 70% dal 2007.

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