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Prestiti bancari senza interessi: presto anche in Italia?

pubblicato da il 19 giugno 2013
Prestiti bancari senza interessi: presto anche in Italia?

Sarebbe il sogno di tanti: ottenere un prestito dalla banca e restituirlo senza pagare un solo centesimo di interesse. Utopia? Non proprio: in Svezia esiste da anni la JAK Medlemsbank, una banca etica di tipo cooperativo che si autofinanzia con le quote pagate mensilmente dai suoi soci e che, incredibile ma vero, non trae profitto dal servizio prestato e non carica o paga interessi sui prestiti o risparmi, definendoli spregiativamente “usura”.

Il modello finanziario della JAK (acronimo di Jord Arbete Kapital che significa Terra Lavoro Capitale) è basato su un servizio di risparmio e prestito svincolato dalle logiche di interesse speculativo: i 35.000 soci, ciascuno dei quali detiene una sola azione della banca e ha lo stesso peso decisionale nell'annuale votazione del consiglio direttivo, si prestano denaro tra di loro bypassando il sistema bancario tradizionale e sviluppando comunque un giro d'affari di 120 milioni di euro. Le attività della banca avvengono fuori dal mercato finanziario poiché i prestiti, come già accennato, sono finanziati soltanto dai risparmi degli associati, che provvedono anche ai costi amministrativi.

Ma la Svezia è lontana e qui in Italia (e da tante altre parti) la situazione è purtroppo ben diversa. Sì, ma forse non ancora per molto: la JAK sta infatti tentando di sbarcare nel nostro Paese e attende nei prossimi mesi la pronuncia definitiva della Consob per svolgere attività creditizia anche da noi. Jak Italia può contare al momento su circa 300 iscritti, di cui 25 sono nel comitato promotore dell'associazione. Affinché la Consob dia il suo benestare, è necessaria la partecipazione all’iniziativa di almeno 5.700 persone disposte a comprare 10 azioni cadauna e a spendere almeno 1.000 euro. Chi partecipa in qualità di socio deve contribuire in maniera attiva, erogando direttamente i fondi che i privati richiedono. Se la Consob dovesse emettere parere favorevole, la Jak Italia avrà poi un anno di tempo per emettere il capitale sociale.

E se a livello di soci siamo ancora molto lontani dal raggiungimento del numero minimo richiesto dalla Consob, il presidente di Jak Italia, Carlo Giordano, sembra invece piuttosto ottimista e ipotizza di erogare il primo prestito già nel 2014, partendo inizialmente dai soli micro-finanziamenti per ridurre il rischio legato a possibili insolvenze. Ma se il progetto dovesse prendere piede anche in Italia, è facile che nel giro di poco tempo i prestiti possano diventare sempre più corposi.
Per tutti coloro che sono potenzialmente interessati all’iniziativa, JAK Italia ha istituito un sito internet all’indirizzo www.jakitalia.it, dove è possibile trovare tutte le informazioni del caso.

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