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Prestiti alle Pmi: in cinque anni ne hanno usufruito 400.000 aziende

pubblicato da il 13 marzo 2014
Prestiti alle Pmi: in cinque anni ne hanno usufruito 400.000 aziende

L’ultimo rapporto pubblicato sul sito dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, ha rivelato che dal 2009 al 2013 oltre 400.000 Pmi hanno beneficiato delle iniziative messe in campo dalle banche, coadiuvate dalla stessa ABI, per sostenere la disponibilità di credito. Si tratta di uno sforzo enorme in un momento in cui l’economia italiana ha conosciuto una fase di recessione-stagnazione tra le più profonde e persistenti di quelle registrate negli annali delle statistiche economiche del dopoguerra, che ha fatto calare il Pil del 9%, gli investimenti fissi lordi di circa il 27% e la produzione industriale di quasi il 25%. Senza dimenticare, ovviamente, la flessione rilevantissima del reddito disponibile delle famiglie e quindi dei consumi.

Di fronte a questo scenario, per mitigare gli effetti avversi di una caduta delle attività, il mondo bancario ha realizzato una serie di iniziative che sono riassunte in un documento che l’ABI porterà presto all’attenzione delle Istituzioni, del Governo Renzi e delle forze politiche. Nel documento si raccolgono tutte le informazioni utili a comprendere lo sforzo profuso dalle banche e il modo in cui i diversi settori economici e le diverse aree del Paese hanno beneficiato del supporto fornito.

In sintesi, l’azione di intervento si è sviluppata lungo direttrici concretizzate in quattro fasi:

  • fornire respiro finanziario alle imprese in difficoltà mediante l’iniziativa “Avviso comune” datata agosto 2009;
  • individuare nuove misure in favore delle imprese sane, e con prospettive di crescita, finalizzate al riequilibrio della struttura finanziaria e all’ampliamento dell’accesso al credito (“Accordo per il credito alle Pmi”, febbraio 2011);
  • assicurare, tramite il progetto “Nuove misure per il credito alle Pmi” del febbraio 2012, la disponibilità di adeguate risorse finanziarie alle Pmi che, pur registrando tensioni sul fronte della liquidità, presentavano comunque prospettive economiche positive. Si mirava così a creare le condizioni per il superamento della congiuntura negativa ed una maggiore facilità nel traghettarle verso un’auspicata inversione del ciclo economico;
  • riproporre, infine, le misure di sospensione e allungamento dei finanziamenti analoghe a quelle già messe in campo, con una temporanea tensione finanziaria generata dalla congiuntura economica. Prevista anche la concessione di finanziamenti di ammontare proporzionale all’aumento dei mezzi propri realizzati dall’impresa (“Accordo per il credito”, luglio 2013).
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