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Prestiti alle imprese: nuovo “rating” per l'accesso al credito

pubblicato da il 14 dicembre 2012
Prestiti alle imprese: nuovo “rating” per l'accesso al credito

Non è un mistero che l’accesso al credito, negli ultimi anni, sia diventato sempre più difficile per le piccole e medie imprese italiane. Meno chiaro, invece, è come la situazione evolverà nei prossimi mesi, anche se i segnali sono tutt’altro che positivi. A pesare sulle future opportunità creditizie delle aziende è soprattutto il cosiddetto Basilea 3, un insieme di norme e provvedimenti volti a migliorare la gestione del rischio nel settore bancario che, nonostante le intenzioni positive, potrebbe affossare ulteriormente una situazione finanziaria già compromessa.

Come spiegano Alberto Baban, presidente della Piccola Industria del Veneto (Confindustria), e Dante Carolo, presidente dell’ordine dei Commercialisti del Triveneto, il problema è che le banche si basano su criteri di valutazione “castrati”, che non rispecchiano il reale merito creditizio delle imprese. Il parametro principale è infatti il bilancio aziendale dell’anno precedente, indice assolutamente significativo che però non tiene conto dei possibili scenari futuri e quindi delle reali condizioni di salute dell’impresa. D’altro canto, le imprese stesse, soprattutto quelle di piccole dimensioni, devono abituarsi a “pensare in grande”, utilizzando strumenti  quali business plan e resoconti periodici per comunicare in modo più efficace le informazioni che un semplice bilancio non può contenere.

Ecco perché Confindustria Veneto, in accordo con i commercialisti locali, ha deciso di creare un nuovo rating per favorire i prestiti a pmi. Le imprese riceveranno quindi una valutazione che permetterà alle banche di avere una panoramica più approfondita della loro situazione, così da garantire i finanziamenti a chi si è effettivamente dimostrato più virtuoso. Lo stesso Carolo afferma che verranno organizzati appositi master per gli studi di consulenza che non sono in grado di fornire tale servizio, ma anche che circa il 50% degli 11.000 commercialisti del Triveneto può già fornire la propria valutazione alle imprese che intendono richiedere un prestito alle banche convenzionate.

Un’iniziativa lodevole che, in caso di riscontri positivi, potrà senza dubbio essere estesa anche ad altre zone d’Italia.

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