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Prestiti ai privati: ripresa molto graduale secondo Bankitalia

pubblicato da il 5 maggio 2016
Prestiti ai privati: ripresa molto graduale secondo Bankitalia

Come va l'economia in Italia? Meglio rispetto al recente passato, ma siamo ancora distanti da una vera ripresa. I prestiti ai privati, per esempio, stanno crescendo ma in maniera ancora troppo graduale. Per fortuna almeno i fallimenti sono in calo e, per la prima volta dall’inizio della crisi, ci sono anche meno debiti per le famiglie italiane, che possono contare su una maggiore liquidità. È ciò che è emerso dall'ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso da Bankitalia.

In particolare nel rapporto si legge che la ripresa dei prestiti al settore privato procede molto gradualmente e il ciclo finanziario resta ancora debole. Di conseguenza le condizioni di offerta del credito bancario, in progressiva distensione, restano improntate a una certa prudenza. Bankitalia specifica che l'incremento dei prestiti attivati nel 2015 risulta ancora limitato alle fasce di clientela di migliore qualità (famiglie e imprese finanziariamente solide), mentre continuano purtroppo a ridursi i prestiti alle piccole imprese. Comunque ci sono alcuni segnali di ottimismo e, non a caso, nei prossimi mesi l'attività di prestito dovrebbe trarre impulso dalle nuove misure espansive decise dal recente Consiglio direttivo della BCE, anche se potrebbe esserci una nuova frenata dettata dalle incertezze sulle prospettive di crescita. In ogni caso, tra prestiti online e finanziamenti più tradizionali, le buone opportunità nel settore del credito non mancano di certo.

Decisamente più preoccupanti invece, a proposito del rapporto tra gli istituti di credito e i cittadini, le possibili conseguenze del cosiddetto “bail-in”, la nuova procedura di salvataggio interno delle banche introdotta dallo scorso gennaio 2016, in linea con la normativa dell'Unione Europea. Per Bankitalia i risparmi delle famiglie italiane esposti al rischio bail-in ammonterebbero a ben 427 miliardi di euro, corrispondenti ai depositi sopra i 100.000 euro (225 miliardi) e obbligazioni bancarie senior non garantite (173 miliardi) e subordinate (29 miliardi). Una cifra da far tremare i polsi.

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