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Prestiti ai pensionati: nuove regole dal 1° giugno 2013

pubblicato da il 4 giugno 2013
Prestiti ai pensionati: nuove regole dal 1° giugno 2013

Novità dal 1° giugno 2013 nelle regole che riguardano i prestiti ai pensionati da restituire con una trattenuta non superiore ad un quinto della rata mensile. L'INPS ha infatti aggiornato la convenzione con le banche e le società finanziarie che aderiscono al servizio della cosiddetta cessione del quinto e, alla stessa maniera, sono state riviste le procedure per i finanziamenti richiesti dai pensionati dell'Istituto, compresi quelli delle gestioni ex Inpdap, ex Enpals ed ex Ipost.

Innanzitutto l’INPS ha stretto la morsa sui prestiti personali offerti sul mercato dalle banche e dalle società finanziarie che, essendo più di una volta soggetti a clausole e a tassi capestro, si sono spesso rivelati fin troppo borderline rispetto alle rigide disposizioni anti-usura: dal 1° giugno non si scherza più e il reato di usura scatterà automaticamente quando il tasso di interesse per prestiti fino a 5.000 euro supererà il 19.33% o il 18,91% per importi superiori.

È stata inoltre trovata una soluzione anche per un altro tipo di abuso che riguardava la stipula della polizza assicurativa in caso di morte prematura del titolare del prestito: fino ad oggi accadeva spesso che non venisse indicato se si trattava di assicurazione obbligatoria o facoltativa, oppure venivano vincolati nel prestito familiari, conviventi o altre categorie di persone vicine al pensionato defunto. Ma adesso tutto questo non succederà più.

Un altro intelligente provvedimento riguarda la quota cedibile. Il pensionato può adesso cedere il quinto della sua pensione, calcolato al netto delle ritenute fiscali e previdenziali, anche sopravvenute, fino a non intaccare il trattamento minimo di legge, calcolato oggi in 495,43 euro. Per i pluripensionati il calcolo si effettua sul complesso dei trattamenti percepiti. Sul prestito si applicano interessi e condizioni, che devono risultare migliorativi di quelli stabiliti nella convenzione Banche-INPS e che fanno riferimento al Taeg: fino a 5.000 euro e per le età fino a 59 anni l'interesse a carico del pensionato è il 9,12%, da 60 a 69 anni è il 10,72%, da 70 a 79 anni è il 13,32%. Per prestiti di importo superiore, l'analogo interesse sale al 9,33%, al 10,93% e al 13,53%. I nuovi contratti sono soggetti al tasso-soglia in vigore nel corso del trimestre in cui viene stipulato il contratto di finanziamento. Tuttavia, prima della stipula con la banca o con la finanziaria il pensionato deve richiedere alla sede INPS più vicina la “comunicazione di cedibilità”.
L'INPS avvia la trattenuta del quinto della pensione entro tre mesi dalla notifica del contratto di cessione del quinto, e per un periodo massimo di 10 anni.

È stato infine stabilito che, a causa della loro natura assistenziale, sono esclusi dalla cessione del quinto gli assegni sociali, i trattamenti per invalidità civile, l'assegno di accompagnamento ai pensionati di inabilità, gli assegni straordinari di sostegno al reddito, le pensioni a carico degli enti creditizi, gli assegni al nucleo familiare e le pensioni sotto il minimo.

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