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Prestiti 2013: in calo sia i personali che quelli finalizzati

pubblicato da il 9 maggio 2014
Prestiti 2013: in calo sia i personali che quelli finalizzati

L’analisi della società specializzata CRIF Decision Solutions sui dati relativi all’importo medio erogato alle famiglie italiane nel 2013, distinto per le diverse forme tecniche del credito al dettaglio, ha confermato il trend negativo già riscontrato negli anni precedenti. Nello specifico, i prestiti personali hanno fatto segnare una flessione del -3,8%, attestandosi su un importo medio di 12.185 euro, mentre quelli finalizzati sono calati del -2,7%, con un importo pari a 3.979 euro. Dal 2007 a oggi i prestiti finalizzati sono scesi addirittura del -35%.

Sul calo ha giocato un ruolo importante la debolezza della domanda interna, con particolare evidenza nei consumi durevoli, condizionata dal calo del reddito disponibile. Inoltre, resta purtroppo critica la situazione del mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione è continuato a crescere e il numero di occupati si è attestato sui livelli minimi degli ultimi cinque anni. In questo scenario anche l’offerta di credito si è mantenuta restrittiva e le nuove erogazioni di finanziamenti all’economia si sono ridotte. Del resto anche il 2013, seppur chiusosi con segnali incoraggianti, nel complesso si è configurato come un anno di ulteriore crisi economica.

In termini di consistenze, secondo dati di Banca d’Italia i tassi di variazione dei prestiti alle famiglie hanno fatto registrare complessivamente un -1,5%. L’offerta ha seguito un atteggiamento orientato alla cautela e a criteri di forte selettività, prevalentemente per le tensioni sui livelli di rischio di credito e per la necessità degli operatori di salvaguardare la redditività e gli attivi bancari. Inoltre, nel corso dell’anno i tassi di interesse sulle nuove erogazioni sono rimasti elevati, sebbene in lieve calo, e tali condizioni poco allettanti hanno scoraggiato la domanda.

In definitiva si può affermare che le famiglie hanno confermato anche per l’intero 2013 un atteggiamento sostanzialmente attendista, posticipando a tempi migliori gli acquisti di beni e servizi, specie quelli di importo più consistente o considerati non strettamente indispensabili. Questo ha determinato una debole propensione a rivolgersi agli Istituti di Credito per finanziare le spese e, soprattutto, ha prodotto una contrazione degli importi medi richiesti, oltre che a un allungamento dei piani di rimborso, nel tentativo di trovare soluzioni concilianti con il reddito disponibile.

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