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Microcredito e prestito sociale in Italia

pubblicato da il 15 novembre 2012
Microcredito e prestito sociale in Italia

La finanza italiana, a livello famigliare e imprenditoriale, non sta certo attraversando un buon momento. La domanda oscilla, le banche richiedono elevate garanzie di rimborso e il sistema creditizio tradizionale fatica ad emergere dalla crisi. Come spesso accade, tuttavia, da una situazione difficile scaturiscono nuove opportunità, ed ecco che anche nel nostro Paese si torna a parlare – su vasta scala – di prestiti sociali, finanziamenti p2p e microcredito.

Il microcredito è uno strumento finanziario che si rivolge alle persone in difficoltà economica e alle piccole imprese bisognose di liquidità, che non possono accedere ai consueti canali del credito perché non soddisfano i requisiti richiesti dalle banche. Si tratta insomma di un modalità di finanziamento alternativa, sviluppatasi prima nei Paesi più poveri e poi attecchita anche nelle nazioni economicamente avanzate, a sostegno dei gruppi sociali meno abbienti e dello sviluppo imprenditoriale.

L’Unione Europea ha avviato nel 2010 il cosiddetto EPMF (European Progress Microfinance Facility), stanziando un budget iniziale di 100 milioni di euro al fine di agevolare il microcredito per i soggetti che hanno perso il lavoro in seguito alla crisi e per le piccole attività segnate da esclusione finanziaria, con prestiti di importo massimo pari a 25.000 euro. Il Governo Monti ha inoltre recentemente approvato il rifinanziamento dell’Ente nazionale per il microcredito, ripristinando il contributo annuale di 1,8 milioni di euro dopo che la spending review, inizialmente, ne aveva sospeso le attività.

A livello territoriale, particolarmente attiva è la Regione Campania, che grazie ai fondi europei ha stanziato 65 milioni destinati allo sviluppo del sistema produttivo locale. Le aree di intervento includono la ricerca, le attività no profit, l’integrazione sociale e la lotta alla disoccupazione, da finanziare con prestiti di importo compreso fra 5.000 e 25.000 euro, rimborsabili in 5 anni. La Regione Lazio ha sposato la stessa causa ed ha istituito, in collaborazione con la BCC Roma, un apposito fondo di microcredito per sostenere la piccola imprenditoria.

Esistono anche società specializzate, come la torinese PerMicro (attiva su tutto il territorio nazionale) e la Onlus micro.Bo (attiva a Bologna e provincia), che offrono i medesimi servizi micro finanziari aiutando famiglie ed imprese nella gestione del bilancio e nell’accesso al credito.

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