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Findomestic risponde al bisogno di trasparenza sui prestiti

pubblicato il 5 aprile 2011

Risale allo scorso 9 febbraio il provvedimento con cui la Banca d’Italia ha definito la nuova normativa sul credito al consumo, contenente disposizioni espressamente mirate alla trasparenza dei servizi finanziari a beneficio del cliente.

La maggior parte degli italiani che ricorrono ai prestiti non è infatti adeguatamente preparata sull’argomento e questo rischia di generare malintesi assai dannosi per il benessere economico del richiedente. Un’indagine recentemente condotta da Ipsos rivela dati poco confortanti: circa il 50% del campione denuncia la scarsa chiarezza di tutto ciò che ruota attorno a tassi di interesse e spese accessorie, ignorando il preciso significato di concetti fondamentali come TAN e TAEG. Al contempo, il 75% degli intervistati ritiene i finanziamenti personali un valido aiuto per far fronte a situazioni di difficoltà, mentre il 53% sostiene che possano contribuire notevolmente alla crescita economica del paese.

In genere, la caratteristica tenuta maggiormente in considerazione dal cliente per la valutazione di un prestito è la rata. Ad essa però, vanno sommati tutti i costi aggiuntivi che accompagnano l’apertura, il rimborso e la chiusura del finanziamento, i quali, come detto, sono interpretati in modo piuttosto superficiale dagli italiani.

Questo problema è stato messo in risalto anche da Chiaffredo Salomone, amministratore delegato di Findomestic, il quale ha sottolineato come i consumatori, in mancanza di un adeguato sistema informativo, si affidino alla serietà degli operatori del settore al momento di richiedere un prestito. I costi accessori, tuttavia, possono generare situazioni poco chiare per il cliente, che spesso sottovaluta anche l’impatto dei tassi di interesse sull’importo delle rate.

Findomestic, pertanto, ha scelto di risolvere parte del problema direttamente alla radice, eliminando le spese accessorie applicate ai finanziamenti personali. In particolare, risultano azzerati i costi di istruttoria, imposta e bollo, nonché le spese dovute all’incasso e alla gestione della rata e quelle relative alle comunicazioni periodiche.

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