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Finanziamenti per start up: cosa sono e come funzionano

pubblicato da il 25 agosto 2016
Finanziamenti per start up: cosa sono e come funzionano

I finanziamenti per start up sono incentivi economici, spesso agevolati, riservati all'avvio e allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, soprattutto da parte di giovani. Generalmente i finanziamenti vengono concessi sotto forma di prestito bancario, attraverso bandi messi a disposizione da enti pubblici, oppure con modalità sviluppatesi negli ultimi anni come i Business Angel o il Venture Capital. Vediamo nel dettaglio come funzionano.

Gli startupper ricorrono al prestito bancario per ottenere la liquidità necessaria quando il capitale a disposizione non soddisfa il fabbisogno finanziario iniziale della nuova attività. Naturalmente l'approvazione del prestito è soggetta a tutti gli adempimenti tipici per ottenere un qualsiasi finanziamento, a cominciare dalla presentazione di solide garanzie personali o reali su beni mobili o immobili, oltre agli inevitabili e spesso salati interessi sulle rate del rimborso. Tuttavia ci sono numerosi istituti di credito che offrono finanziamenti per start up a condizioni agevolate. Tali condizioni possono prevedere un periodo di preammortamento da sei a dodici mesi per supportare la fase di avvio dell'impresa, l'applicazione di tassi molto concorrenziali e altre facilitazioni.

Ottimi finanziamenti per start up si possono ottenere anche mediante i numerosi bandi messi a disposizione da enti pubblici come comuni, regioni, amministrazioni statali e Unione Europea. Ce ne sono di tutti i tipi: i più ricercati sono ovviamente quelli a fondo perduto, che vengono erogati a fronte di investimenti materiali e immateriali e non devono essere restituiti, ma sono ugualmente ambiti i finanziamenti a tasso agevolato distribuiti dalla Pubblica Amministrazione con l’applicazione di interessi a tasso zero o con un tasso più basso rispetto a quello di riferimento. In questa tipologia rientrano anche i finanziamenti per start up sotto forma di crediti d’imposta. La richiesta di accesso ai fondi pubblici viene fatta generalmente online attraverso i siti istituzionali degli enti, predisponendo accuratamente la domanda di accesso. Bisogna però dire che molto spesso i finanziamenti pubblici sono rivolti a particolari categorie di soggetti che più di altre incontrano difficoltà a trovare offerte di lavoro soddisfacenti: quindi inoccupati e disoccupati da molto tempo, donne, laureati altamente qualificati di cui si desidera incentivare il rientro in Italia, oppure persone che propongono iniziative imprenditoriali in settori innovativi.

Prestito bancario e fondi pubblici sono i finanziamenti per start up più comuni, ma negli ultimi anni si sono sviluppate nuove tipologie che rispondono al nome di Business Angel e Venture Capital. Il primo, noto in Italia anche come investitore informale, è un soggetto facoltoso che provvede a investire fondi su una nuova azienda, spesso in cambio di obbligazioni o capitale proprio. Chi si affida a un Business Angel deve quindi concedere parte delle quote della propria startup ed eventualmente accettare l’imposizione di alcune decisioni strategiche. Il Venture Capital riguarda invece l'apporto di capitale di rischio da parte di un investitore per finanziare l'avvio o la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo.

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