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Prestiti alle imprese milanesi che investono nelle carceri

pubblicato da il 14 novembre 2013
Prestiti alle imprese milanesi che investono nelle carceri

La Giunta del Comune di Milano ha approvato un provvedimento che mette a disposizione prestiti per 600.000 euro in favore delle micro e piccole imprese del territorio che decidono di investire sul lavoro e sull’impegno dei detenuti, contribuendo al loro reinserimento sociale. Lo scopo è quello di favorire la nascita di nuove aziende e attrarre investimenti produttivi all’interno delle carceri milanesi di Opera, Bollate, Istituto Cesare Beccaria e San Vittore. Le risorse utilizzate rientrano nei fondi ministeriali vincolati da riassegnare entro la fine dell’anno.

L’iniziativa è stata presentata da Cristina Tajani, Assessore alle Politiche del Lavoro, Sviluppo economico, Ricerca e Università: “Dopo i successi produttivi e commerciali fatti registrare dall’Acceleratore delle imprese ristrette, che oggi conta 17 realtà che si muovono autonomamente sul mercato, proseguiamo a credere nel lavoro come strumento principale per il reinserimento sociale dei detenuti, mettendo a disposizione queste risorse utili a promuovere la gestione e il commercio delle imprese nate negli istituti di reclusione per creare una connessione diretta con la realtà produttiva della città”. La Tajani ha inoltre ricordato che tra i risultati dal precedente bando si annovera la nascita del primo negozio “made in carcere”, uno spazio di 150 mq in Viale dei Mille che consente alle imprese ristrette di esporre e vendere i propri prodotti e servizi. Servizi che spaziano dalla manutenzione del verde alle coltivazioni floro-vivaistiche, passando per i lavori di falegnameria, sartoriali e di pelletteria sino ai prodotti di design e ai complementi d’arredo.

Come già anticipato, le risorse complessive messe a disposizione del bando sono pari a 600.000 euro, così ripartite: 333.000 euro destinati al finanziamento a rimborso del 25% dell’investimento sostenuto e 25% di finanziamento a fondo perduto fino ad un tetto massimo di 45.000 euro. I restanti 266.000 euro invece andranno ad attivare un fondo di garanzia per il rilascio di finanziamenti bancari alle imprese che necessitano di sostegno per il restante 50% dell’investimento.

Possono accedere al finanziamento tutte le imprese “ristrette” già costituite all’interno delle carceri milanesi, oltre alle micro e piccole realtà regolarmente iscritte al Registro delle Imprese.

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