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In crescita i prestiti personali per viaggi e salute

pubblicato da il 6 agosto 2012
In crescita i prestiti personali per viaggi e salute

L’economia vacilla, cambiano le condizioni di accesso al credito e le abitudini degli italiani si trasformano di conseguenza. Una tendenza confermata da Crif, che nella sua ultima ricerca relativa al settore prestiti ha rivelato come, nonostante la sostanziale debolezza della domanda, i finanziamenti personali per finalità quali viaggi e salute siano in crescita nel 2012.

L’indagine è stata condotta su un campione di 1,3 milioni di prestiti personali, con lo scopo di valutare l’evoluzione dei bisogni dei consumatori dal 2008 ad oggi. I dati raccolti attestano innanzitutto un calo delle spese immobiliari, ad esempio per arredamento e ristrutturazione, diminuite dell’1% (dal 17,3% al 16,3% delle richieste totali). Cresce invece il numero degli italiani che si indebitano per spese generiche, ad esempio viaggi e tempo libero: negli ultimi anni le richieste in questo settore sono passate dal 17,6% al 24,2%.

Addirittura raddoppiate le domande di prestiti rivolti a sostenere le spese per la salute, dall’1,2% al 2,4% del totale. In questa categoria, i finanziamenti sono così ripartiti: il 59% delle richieste è destinato a spese mediche generali, il 36% a interventi odontoiatrici e il 4,5% a trattamenti estetici. In aumento anche i prestiti per coprire le spese assicurative e finanziarie (polizze, consolidamento debiti e liquidità), in forte crescita dal 7,8% del 2008 al 12,9% del 2012. Lieve aumento anche nella richiesta di finanziamenti auto o altri veicoli, dall’8,9% al 9,7% del totale, e di prestiti per l’acquisto di beni di elettronica, dal 3,6% al 4,2%.

Come spiega Crif, la sensazione è che gli italiani si indebitino sempre più per far fronte a oneri necessari e non per sostenere spese di piacere. A parte l’aumento nel settore viaggi e tempo libero, infatti, le categorie che emergono da questa analisi riguardano la gestione della spesa famigliare e altri costi imprescindibili, tanto che tale evoluzione della richiesta appare come un chiaro sintomo di disagio. Le scelte di indebitamento dei consumatori, continua Crif, sono quindi fortemente condizionate e si guarda con più attenzione alla sostenibilità del finanziamento, in attesa di un clima di rinnovata fiducia nella seconda parte dell’anno.

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