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Chiedere un prestito personale: il periodo è quello giusto. O no?

pubblicato da il 7 maggio 2013
Chiedere un prestito personale: il periodo è quello giusto. O no?

I trend segnalano un deciso aumento sui motori di ricerca della parola chiave “chiedere un prestito personale”: segno che il periodo, con i tassi di riferimento ai minimi di sempre, la BCE che interviene al ribasso sul saggio di sconto e l’Euribor che non arriva nemmeno allo 0,50%, sembrerebbe il più propizio per richiedere un finanziamento. Ma le cose stanno veramente così? Se lo è chiesto anche il portale Osservatorio Finanziario che ha fatto il punto della situazione raccogliendo risposte abbastanza controverse.

In effetti, da che mondo è mondo, i tassi molto bassi indicano un momento storico molto propizio per chiedere prestiti e finanziamenti. Anzi, i precedenti suggeriscono di farlo anche piuttosto in fretta (ammesso e non concesso di trovare una banca disponibile) perché, come insegnerebbe anche il meno smaliziato degli analisti finanziari, se i tassi sono al minimo è altamente probabile, se non inevitabile, che presto ricominceranno a salire, capovolgendo l’attuale situazione di vantaggio.

Eppure da Unicredit fanno sapere che il mercato dei prestiti personali, dopo la chiusura negativa del 2012, continua ad essere in calo anche nei primi mesi del 2013. Troppo complicata l’attuale fase economica per sperare in una rapida inversione di tendenza: lo scorso anno, per esempio, i prestiti, sia personali che finalizzati, nell’arco dei dodici mesi hanno fatto registrare una flessione del 12%, con la percezione che la riduzione sia stata in realtà molto più consistente. Non sono quindi sufficienti i tassi ridotti al minimo e gli interventi della BCE per rinvigorire un mercato del credito tuttora asfittico. Anche Assofin ha confermato il momento critico rivelando che il primo trimestre del 2013 ha fatto registrare un calo sia nel numero che nel valore delle operazioni di prestito personale: le famiglie italiane, dato il clima di elevata incertezza economica, continuano a rimandare o a rinunciare ai consumi. In controtendenza invece i dati CRIF riferiti ai primi tre mesi di quest’anno, secondo cui i prestiti finalizzati avrebbero fatto registrare un confortante +14% e i prestiti personali un più contenuto ma comunque positivo +6% rispetto all’anno precedente.

Ma al di là del solito balletto di cifre, cosa ci si deve attendere dal mercato dei prestiti da qui alla fine del 2013? La risposta quasi unanime è che per ancora qualche tempo permarrà un clima di incertezza, ma l’auspicato miglioramento della situazione generale dell’economia del Paese, previsto nell’ultima parte dell’anno, dovrebbe portare un conseguente miglioramento del costo del denaro e una nuova diminuzione dei tassi di interesse sui finanziamenti ai privati. Senza aspettarsi però chissà quali variazioni per quanto riguarda il numero delle richieste di credito.

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