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Cessione del quinto dello stipendio, vantaggi ed eventuali rischi

pubblicato da il 22 marzo 2016
Cessione del quinto dello stipendio, vantaggi ed eventuali rischi

Un prestito tramite cessione del quinto dello stipendio riserva vantaggi soprattutto in termini di accessibilità, poiché autorizzando la finanziaria ad attingere direttamente dall’entrata mensile la quota stabilita per il rimborso il cliente offre un’importante garanzia anche in caso di disguidi finanziari e problemi di insolvenza precedenti. Dal momento che la rata non può in nessun caso superare il 20% del guadagno mensile, questa tipologia di prestito si adatta a chi cerca una soluzione a rate costanti e proporzionate alle possibilità.

Tramite cessione del quinto si possono ottenere importi consistenti, molto dipende dalla retribuzione accordata e dagli anni di anzianità lavorativa alle spalle. Dal numero di anni di lavoro dipende infatti la quota TFR disponibile, che fornisce, ancor prima dell’assicurazione sull’impiego obbligatoriamente abbinata al finanziamento, una garanzia necessaria all’istituto finanziario. Se il cliente perde il lavoro la banca ha infatti il diritto di trattenere dal TFR la somma necessaria a coprire il debito residuo. Maggiore è l’importo che si può porre a garanzia, maggiore è l’importo che si può ottenere in prestito. Anche per questo motivo in caso di cessione del quinto il TFR resta vincolato e il datore di lavoro non può concedere al dipendente anticipi sul trattamento di fine rapporto per importi tali da privare la banca della garanzia necessaria. A rimborso completato cade ovviamente ogni vincolo.

Sulla questione del TRF e dell’eventuale perdita dell’impiego si giocano, come è facile intuire, i principali rischi connessi a un prestito per cessione del quinto. Va quindi considerata la disposizione a rinunciare sul lungo periodo alla possibilità di richiedere l’anticipo sulla liquidazione ed è necessario tenere in conto la solidità della propria posizione lavorativa.

In caso di fallimento dell’azienda è normalmente l’assicurazione a intervenire a copertura del debito, che il cliente terminerà di pagare una volta trovato un nuovo impiego, mentre nel caso subentri una riduzione temporanea dello stipendio esiste di norma la possibilità di rinegoziare con la finanziaria la rata mensile e la durata del prestito. Diverso è il caso di un licenziamento per giusta causa, che vede prima di tutto intervenire il TFR e, nel caso non sia sufficiente, direttamente il cliente, perché la compagnia assicurativa può in questo caso rifiutare di coprire il debito residuo.

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