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Cessione del quinto per dipendenti: cos'è e come richiederla

pubblicato il 22 aprile 2015
Cessione del quinto per dipendenti: cos'è e come richiederla

La cessione del quinto per dipendenti pubblici, statali e privati (estesa anche ai pensionati), permette di avere a disposizione uno strumento ottimale per ottenere un prestito. Si caratterizza per la sua velocità, oltre che per il fatto di garantire anche alle persone che hanno un protesto in corso (o a chi è segnalato come cattivo pagatore) la possibilità di accedere facilmente ad una somma di denaro.

L'efficacia della cessione del quinto ai dipendenti privati è evidente anche nella modalità del rimborso. Infatti, l'importo della rata viene direttamente trattenuto, da parte del datore di lavoro, dalla busta paga mensile del dipendente. Questo, oltre ad offrire maggiori garanzie allo stesso istituto che concede il prestito, permette di abbreviare i tempi per l'avviamento della pratica (saranno sufficienti un paio di giorni a chi eroga il prestito per operare una valutazione della richiesta).

Altro aspetto importante che caratterizza la cessione del quinto per dipendenti statali, privati e pubblici è la possibilità di ottenere il prestito senza motivarne la richiesta. La cifra che si avrà a disposizione potrà essere impiegata, pertanto, per far fronte a qualunque tipologia di spesa. Per quanto riguarda la cessione del quinto ai dipendenti privati, il richiedente dovrà risultare assunto a tempo indeterminato, con il relativo contratto iniziato almeno 3 mesi prima della richiesta.

Gli unici documenti personali da apporre alla richiesta sono il documento d'identità e la tessera sanitaria, ai quali si affianca la documentazione relativa alla propria posizione lavorativa. In particolare, dovranno essere presentati il certificato di stipendio (sarà il datore di lavoro a compilarlo e comprenderà i dati dell'azienda, quelli dell'assunzione, il valore della retribuzione e il TFR maturato) e l'ultima busta paga.

Infine, sarà allegato l'atto di benestare, sempre rilasciato dall'azienda, con il quale il datore di lavoro si impegna a trattenere l'importo mensile corrispondente alla rata del prestito, versandolo alla banca (o alla società finanziaria che eroga il prestito). Per i dipendenti privati, inoltre, esiste un vincolo sul TFR accantonato, che verrà bloccato a favore del soggetto che presta il denaro, costituendo una garanzia aggiuntiva.

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