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La fiction 1992 chiude tra alti e bassi, ma già si parla di sequel

pubblicato da il 26 aprile 2015
La fiction 1992 chiude tra alti e bassi, ma già si parla di sequel

Doveva essere la serie televisiva dell’anno e così è stato, anche se più per le polemiche che per gli indici di ascolto. Archiviata lo scorso 21 aprile con gli ultimi due episodi dei dieci complessivi, la fiction 1992 di Sky ha vissuto una serie di alti e bassi impensabili alla vigilia, caratterizzata dalla grande attesa creata dal ricordo di successi come “Romanzo criminale - La serie” e “Gomorra”.

Se le fiction firmate Sky rimangono un marchio di garanzia, la prima stagione di 1992 passerà agli annali più per le critiche alla dizione dell’attrice Tea Falco, diventata suo malgrado un fenomeno social, e per alcuni errori evitabili che avrebbero potuto segnare una sorte diversa per la serie televisiva. Dalla puntata pilota dallo scarso appeal all’alternanza di momenti intensi ad altri fin troppo prevedibili, quel che rimane di 1992 è la sensazione che si è fatto molto, ma si sarebbe potuto fare di più.

Lo sanno bene il regista Giuseppe Gagliardi e gli sceneggiatori Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi e Stefano Sardo, ma ancor di più lo sa Stefano Accorsi che, oltre ad interpretare magistralmente il ruolo del pubblicitario Leonardo Notte, della serie su Tangentopoli è anche l’ideatore. Non a caso, nelle ultime ore si è fatta strada l’idea di un sequel che potrebbe addirittura trasformarsi in una trilogia.

Se Sky e la casa di produzione cinematografica Wildside prenderanno in considerazione l’idea lanciata da Accorsi è ancora tutto da capire, ma nei piani dell’attore bolognese c’è il progetto di far rivivere su Sky Atlantic e Sky Cinema 1 anche il 1993 e il 1994, le fasi post Mani Pulite che coincidono rispettivamente con l’anno dei sospetti e con la caduta della Prima Repubblica e l’affermazione politica di Silvio Berlusconi.

Un futuro ancora da immaginare e scrivere per la serie che, nel frattempo, va in archivio con ascolti buoni ma non eccellenti, come dimostrano i dati degli ultimi due episodi: 443.211 spettatori medi e una permanenza del 72%, con una crescita del 20% rispetto alle puntate della settimana precedente. Trattandosi del gran finale, il paragone con quello di “Gomorra” è impietoso: l’ultimo episodio della serie ispirata dai libri di Roberto Saviano, andato in onda il 10 giugno 2014, aveva fatto registrare 875 mila spettatori medi e una permanenza dell’88%.

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