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Digitale terrestre, previste interferenze con l'arrivo della LTE

pubblicato da il 16 novembre 2012
Digitale terrestre, previste interferenze con l'arrivo della LTE

Come avevamo anticipato, dal prossimo anno verrà accesa la rete LTE sulle frequenze a 800 MHz, al momento ancora utilizzate dalle emittenti televisive locali. Per circa un milione di italiani, però, la contropartita per la possibilità di navigare in mobilità a velocità elevatissime sarà costituita da una serie di problemi nella ricezione del segnale televisivo. In alcune zone, le interferenze potrebbero essere così forti da causare l’oscuramento completo del segnale digitale terrestre.

Dai test effettuati sono emerse due tipologie di interferenze tra LTE e segnale digitale terrestre. Il primo, detto “blocking”, è causato dall’eccessiva vicinanza dei ripetitori LTE alle antenne residenziali: i segnali LTE prevalgono su quelli emessi dai ripetitori televisivi, provocando quindi l’accecamento delle antenne. I ripetitori LTE vengono infatti installati nelle aree urbane e sui tetti delle case, quindi molto più vicino alle antenne rispetto a quelli televisivi. Un altro tipo di problema si verifica invece quando l’interferenza colpisce il canale adiacente: in questo caso, ad essere danneggiata è la ricezione dei canali più alti, vale a dire dal 60 Uhf a scendere.

La soluzione al problema è, a onor del vero, piuttosto semplice: basta applicare all’antenna un dispositivo dal costo di poche decine di euro, a cui naturalmente andrà sommato il compenso da corrispondere al tecnico che effettuerà il lavoro. Tuttavia, non è chiaro chi dovrà farsi carico dei costi. Inizialmente, nel Decreto crescita 2.0 era stata inserita una norma che obbligava gli operatori mobili a istituire un fondo anti-interferenze per finanziare questi interventi; tuttavia, la norma è stata stralciata dal decreto.

Secondo alcuni, gli operatori avrebbero comunque deciso di contribuire spontaneamente alle spese, ma un semplice manifesto d’intenti non basta a rassicurare le associazioni dei consumatori. Per questo, Adiconsum ha chiesto di essere presente al tavolo tecnico tra gli operatori e il Ministero dello Sviluppo Economico, organizzato allo scopo di chiarire chi si farà carico dei suddetti costi, quali soluzioni tecniche verranno implementate e come verrà gestita la comunicazione del problema.

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