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Assegnazione dei diritti TV: una nuova inchiesta scuote il mondo del calcio

pubblicato da il 17 ottobre 2015
Assegnazione dei diritti TV: una nuova inchiesta scuote il mondo del calcio

Una nuova inchiesta sta scuotendo in queste ore il mondo del calcio e non solo: la Procura di Milano sta indagando sull’assegnazione dei diritti TV 2015-2018 della serie A e sui bilanci di alcuni noti club.

L’inchiesta è coordinata dai Pm Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini e segue tre filoni di indagine. Si parte dall’indagine sul riciclaggio di alcuni imprenditori che si sarebbero appoggiati a una società di Lugano, la Tax & Finance, per creare provviste estere. Questa indagine ha portato all’arresto alcuni giorni fa del fiscalista della società, Andrea Baroni, con l’accusa di riciclaggio di denaro frutto di evasione fiscale. Secondo la Procura tra i clienti di Baroni ci sarebbero Marco Bogarelli, presidente di Infront Italy (che è advisor della Lega Calcio ma gestisce anche il marketing per diverse società di A e B) e Riccardo Silva, presidente di MP&Silva, (che commercializza i diritti tv esteri della A). E qui arriviamo al secondo filone di inchiesta perché i Pm ipotizzano che alcuni club abbiano “truccato” i bilanci per essere ammessi ai campionati grazie a finanziamenti occulti ricevuti proprio da Infront. Il reato configurato è ostacolo all’attività di vigilanza (in questo caso ai danni del controllore Covisoc, Commissione di vigilanza e controllo delle società di calcio) per il quale secondo il Corriere della Sera sarebbero indagati proprio Silva e Bogarelli, i due consiglieri di Infront Andrea Locatelli e Giuseppe Ciocchetti, i presidenti del Bari, Gianluca Paparesta e del Genoa, Enrico Preziosi e Claudio Lotito, in quanto consigliere Figc.

Ed è così che arriviamo al terzo filone d’indagine in cui l’ipotesi di reato riguarda l’assegnazione dei diritti TV del campionato di serie A. Qui bisogna fare un passo indietro e tornare a maggio 2014 quando Sky si assicura in esclusiva tutta la serie A con un’offerta di 1 miliardo e 200 milioni di euro (sia sul satellite che sul digitale terrestre). Un accordo successivo, però, ribalta la situazione assegnando le partite via satellite a Sky Calcio e quelle delle 8 squadre big via digitale terrestre a Mediaset, portando di fatto le società sportive e la Lega ad accettare un introito inferiore (945 milioni di euro) rispetto a quello originariamente offerto da Sky. I Pm ipotizzano che Infront avrebbe pilotato l’asta in favore di Mediaset. Per il reato di “turbativa d’asta” sono indagati, oltre a Bogarelli, Locatelli e Ciocchetti, anche due manager della controllata di Mediaset Rti, Giorgio Giovetti e Marco Giordani.

Intanto Mediaset ribadisce che “la società e i suoi dirigenti hanno sempre operato nel pieno rispetto delle regole” mentre sono al vaglio degli inquirenti alcune intercettazioni telefoniche che riguardano anche l’Ad del Milan Adriano Galliani.

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