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Per il 2015 niente local tax: tornano Imu, Tasi e Tari

pubblicato da il 14 maggio 2015
Per il 2015 niente local tax: tornano Imu, Tasi e Tari

Sfumato almeno per quest’anno il progetto di una local tax, imposta unica sugli immobili prevista in origine per il 2015, tornano Imu, Tasi e Tari, le tre tasse sulla casa che insieme costituiscono la Iuc (Imposta unica comunale). E i tempi per mettere mano al portafoglio sono quasi maturi.

Per quanto riguarda l’Imu (Imposta municipale unica) sulla casa, nulla cambia rispetto allo scorso anno. La tassa deve essere pagata dai proprietari degli immobili in due rate: la prima, a titolo di acconto, con scadenza il 16 giugno prossimo; la seconda, a saldo, entro il 16 dicembre 2015. L’Imu grava sulle seconde case e sugli immobili a destinazione commerciale, mentre sono esenti le prime case e relative pertinenze, purché non di lusso. Per il calcolo degli importi da versare il 16 giugno, fanno fede le aliquote stabilite dai Comuni nel 2014, mentre il saldo andrà calcolato sulla base delle aliquote deliberate dalle amministrazioni per l’anno in corso. Delibere che i Comuni devono emanare e pubblicare sul sito del Ministero delle Finanze entro il 28 ottobre 2015. Se ciò non avviene, si applicano le aliquote fissate nel 2014.

Le medesime scadenze e lo stesso meccanismo di calcolo valgono anche per la Tasi, la Tassa sui servizi indivisibili, con aliquota base dell’1 per mille, massima del 2,5 per mille ed eventuale maggiorazione, a discrezione dei Comuni, dello 0,8 per mille. Anche nel 2015, la somma di Imu e Tasi non deve superare l’aliquota massima Imu prevista per legge. La Tasi deve essere pagata in parte dai proprietari degli immobili e in parte dagli inquilini per una quota che, come lo scorso anno, può variare tra il 10 e il 30% in base alle delibere comunali. In teoria, da quest’anno, le amministrazioni comunali dovrebbero inviare per legge a domicilio i bollettini già precompilati per il pagamento della Tasi, anche se la difficoltà per gli uffici comunali di reperire tutti i dati necessari al calcolo, stanno impedendo che la teoria si traduca in pratica.

Infine, c’è la Tari, la tassa sui rifiuti che sostituisce la vecchia Tares, che è a carico di occupa la casa indipendentemente dal fatto che ne sia proprietario o affittuario. A decidere l’entità della Tari sono i Comuni e, per l’anno in corso, vengono applicate le delibere adottate entro il 30 novembre del 2014. In mancanza di tali delibere, sono valide le tariffe del 2013. Eventuali differenze potranno essere recuperate dalle amministrazioni solo nel 2016. E sempre ai Comuni viene data la possibilità di decidere la tempistica dei versamenti che deve comunque essere almeno in due rate e a cadenza almeno semestrale. Nel caso della Tari, i cittadini ricevono direttamente a casa i bollettini o gli F24 già compilati con gli importi da pagare.

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