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A breve l’approvazione del decreto che avvierà la riforma del Catasto

pubblicato da il 30 aprile 2014
A breve l’approvazione del decreto che avvierà la riforma del Catasto

Pronto il decreto attuativo che dovrebbe dare avvio alla preannunciata e attesissima riforma del Catasto e che, nel giro di un paio di settimane, dovrebbe passare al vaglio di Camera e Senato per la sua approvazione. Si tratta di una svolta epocale che ridisegnerà la classificazione del parco immobiliare italiano e che interesserà oltre 63 milioni di case e i rispettivi proprietari in qualità di contribuenti. Per portare a termine l’operazione, che ha anche l’obiettivo di rendere il sistema più equo, si stima ci vorranno circa cinque anni anche se i più ottimisti sperano di farcela in tre.

Cuore del decreto è la costituzione delle cosiddette Commissioni censuarie su base provinciale (e qui potrebbe già nascere un primo interrogativo se le province verranno abolite), organismi nati nel 1886 ma di fatto attualmente inattivi, che avranno il compito di censire il patrimonio immobiliare e deciderne i valori catastali in funzione dei metri quadrati e non più dei vani. Valori che dovrebbero, da una parte, avvicinarsi a quelli di mercato e, dall’altra, fare da base per il calcolo delle relative rendite catastali, e quindi delle imposte. La speranza è di correggere in questo modo, e per quanto possibile, le attuali sperequazioni come, ad esempio, il pagamento di imposte più basse da parte di chi magari vive in un appartamento del centro storico e più alte da parte di chi sta invece in periferia.

Si tratta insomma di un’operazione di enorme portata che vedrà l’ingresso nelle Commissioni censuarie di esperti, tecnici e di rappresentanti delle Agenzie delle Entrate e dei Comuni, ai quali spetterà il compito di intervenire in quanto, più di tutti, possono conoscere le peculiarità del territorio di riferimento. Alla definizione dei valori concorreranno infatti fattori quali, ad esempio, lo stato dell’immobile, il grado di efficienza energetica, la posizione, l’eventuale presenza di servizi e così via.

In particolare, per la definizione dei valori, delle rendite e, di conseguenza, delle imposte sarà messo a punto un algoritmo, la cui scelta spetta alle Commissioni censuarie, che terrà conto delle caratteristiche dei singoli immobili e che farà riferimento alle quotazioni di mercato dei tre anni precedenti l’entrata in vigore del decreto. Quotazioni che potrebbero essere rapportate a quelle pubblicate dall’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia delle Entrate.

Il rovescio della medaglia è che con la rivalutazione dei valori catastali e delle rendite, base per il calcolo delle tasse sugli immobili, il contribuente si trovi improvvisamente a dover pagare imposte molto più elevate. Il rischio c’è.

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