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Plafond Casa, nuovo buco nell’acqua?

pubblicato da il 24 aprile 2014
Plafond Casa, nuovo buco nell’acqua?

Due miliardi messi a disposizione delle banche dalla Cassa Depositi e Prestiti per favorire la concessione di mutui alle famiglie e per far ripartire il mercato immobiliare. Come? Attraverso una convenzione con l’Abi (Associazione bancaria italiana) che dovrebbe permettere di erogare finanziamenti a tassi agevolati e sino al 100% del valore degli immobili. Questi, in sintesi, i contenuti dell’operazione Plafond Casa varata dal Governo e fortemente voluta la ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.

In tanti hanno sperato di veder realizzato, proprio grazie a questo provvedimento, il sogno di una casa di proprietà, ma a quanto pare le cose stanno andando diversamente e anche peggio di come alcuni esperti avevano pronosticato, sottolineando le criticità della misura come, ad esempio, la mancanza di indicazioni precise su chi avrebbe potuto godere del beneficio. Cosa che lascia di fatto alle banche la totale facoltà di decidere chi finanziare.

E oggi, a un paio di mesi dall’attivazione del Plafond Casa, le notizie circa l’andamento delle erogazioni sono tutt’altro che buone. Basta andare proprio sul sito del ministro Lupi per trovare una lista infinita di proteste da parte di quei consumatori che, dopo aver varcato la porta di diverse banche aderenti all’iniziativa, ne sono usciti con un nulla di fatto.

Le lamentele riguardano la disinformazione agli sportelli con impiegati che cadono dalle nuvole appena si cita il Plafond Casa o altri che sostengono di non aver ancora avuto indicazioni in merito. Sul fronte dei tassi la situazione non migliora. Perché in diversi casi i tassi applicati grazie al Plafond si rivelano addirittura più alti di quelli proposti sul libero mercato dalla stessa banca. Per non parlare della chimera di un finanziamento al 100% del valore dell’immobile, cosa che sembrerebbe esistere solo nella fantasia di chi, speranzoso, va a richiedere il mutuo.

A tutti, sul sito del ministro, risponde gentilmente ‘Carlo per il ministro Lupi’ invitando i consumatori a inviare le segnalazioni. Lo stesso ministro Lupi, in effetti, si è attivato per capire cosa sta succedendo, convocando sia l’Abi sia la Cassa Depositi e Prestiti. L’incontro c’è stato il 20 marzo scorso ma gli esiti sono del tutto ancora sconosciuti se non che si è trattato di un ‘incontro tecnico’. Non resta che seguire gli sviluppi del caso.

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