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Ora anche il 'rent to buy' ha una sua disciplina

pubblicato da il 2 ottobre 2014
Ora anche il 'rent to buy' ha una sua disciplina

Nonostante il lancio di molti nuovi prodotti, i Fondi istituiti dal Governo per favorire l’accesso al credito delle famiglie e i tassi più bassi rispetto a quelli applicati sino a poco tempo fa, ottenere un mutuo dalle banche resta tuttora un’operazione dagli esiti incerti in mancanza di una comprovata solidità economica e di una condizione reddituale che garantisca la solvibilità del richiedente. Diventano perciò particolarmente interessanti le novità in materia di ‘rent to buy’ (affittare per comprare) contenute nel decreto ‘Sblocca Italia’ e che dovrebbero presto essere convertite in legge.

Il provvedimento introduce per la prima volta nel nostro ordinamento norme ad hoc riferite al ‘rent to buy’, formula che, attraverso la stipula di un contratto di locazione con opzione di acquisto o di un contratto di locazione con preliminare di vendita, permette di entrare subito in possesso di una casa pagando per un certo numero di anni rate mensili assimilabili a un affitto, con la prospettiva di diventarne proprietari al termine del periodo stabilito dalle parti, quando dal prezzo dell’immobile verrà decurtato quanto già versato del tutto o in parte. Un’opportunità utile al mercato immobiliare e a chi vuole comprare casa ma non dispone dell’anticipo, e che finora non ha incontrato larga diffusione in Italia proprio per la mancanza di un regolamento contenente anche misure a tutela del venditore e dell’inquilino.

Tra le novità che disciplineranno i ‘contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili’ (così viene definito il ‘rent to buy’ nell’art. 23 del decreto ‘Sblocca Italia’) c’è la stipula del contratto con atto notarile e trascrizione nei Registri immobiliari. Operazione che da una parte garantisce l’inquilino in caso di fallimento del venditore e di ipoteche sull’immobile e dall’altro tutela il venditore che resta proprietario dell’abitazione sino a quando non viene pagato per intero il prezzo pattuito.

In particolare, in caso di mancato pagamento di un certo numero di canoni, fissato dalle parti ma comunque non inferiore a un ventesimo del loro totale, l’inquilino dovrà lasciare l’immobile e il proprietario potrà trattenere a titolo di indennizzo quanto sino ad allora versato; mentre il venditore inadempiente dovrà restituire la parte degli importi mensili pagati come corrispettivo di vendita più gli interessi legali.

Le norme sul ‘rent to buy’ fissano tra l’altro in tre anni la durata del contratto di locazione, periodo che può tuttavia essere elevato sino a 10 anni a discrezione delle parti.

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