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La casa come un bancomat con la nuda proprietà o il prestito vitalizio

pubblicato da il 20 agosto 2015
La casa come un bancomat con la nuda proprietà o il prestito vitalizio

In attesa che l’annunciata uscita dalla recessione faccia sentire i suoi benefici sull’economia reale, chi ha l’esigenza di realizzare denaro contante continua a vendere la casa in nuda proprietà, mentre chi acquista attraverso questa formula può spuntare prezzi convenienti, senza nemmeno dover pagare l’Imu. La vendita della nuda proprietà, che permette di abitare l’immobile conservandone l’usufrutto sino a quando si è in vita, anche dopo la cessione dell’immobile, ha registrato un boom durante questi anni di crisi, quando a optare per questo tipo di soluzione sono stati soprattutto gli anziani.

Secondo un’analisi di Confabitare nel corso del 2014 le vendite tramite nuda proprietà sono aumentate a livello nazionale del 20% rispetto all’anno prima e sono state pari al 9,5% del totale delle transazioni, mentre l’età media dei venditori si attestava sui 75 anni. A questi dati se ne aggiungono altri di recente pubblicazione, elaborati dal Centro Studi di Tecnocasa sulla base delle compravendite di nuda proprietà effettuate dalle agenzie affiliate nel secondo semestre del 2014.

Questa seconda indagine traccia un identikit di venditori e acquirenti. I primi nel 59,3% dei casi superano i 65 anni e più della metà vende per reperire liquidità e mantenere un buon tenore di vita. Il 65,6% dei compratori, tre volte su dieci di età compresa tra i 45 e i 54 anni, reputa inoltre l’operazione un investimento a lungo termine.  Quanto alle tipologie più scambiate, i trilocali raccolgono il 43,5% delle preferenze, seguiti dai quadrilocali scelti dal 24,2% del campione.

È ancora presto, invece, per avere dati significativi circa la diffusione del prestito vitalizio ipotecario, strumento entrato in vigore agli inizi del maggio scorso e che, analogamente alla nuda proprietà, permette di ottenere denaro dall’abitazione, senza però venderla ma ipotecandola. Lo strumento è destinato a chi ha più di 60 anni e che, attraverso il prestito vitalizio, dopo una valutazione dell’immobile, possono ottenere somme che vanno da circa il 15% del valore della casa (se l’età del proprietario è intorno ai 60/65 anni) sino al 50/55% se si hanno 90 anni e oltre.

A differenza della nuda proprietà, il prestito vitalizio permette non solo di continuare ad abitare la casa ma anche di mantenerne il possesso. Quanto alla restituzione del debito, il prestito vitalizio non prevede alcun rimborso, nemmeno degli interessi, a meno che non si voglia volontariamente concordare un piano di rientro. Alla morte del proprietario, gli eredi decideranno poi se estinguere il debito con la banca e riscattare il bene o se vendere la casa e ripianare il debito tendendo per sé l’eventuale differenza tra il ricavato e la somma da restituire.

Il prestito vitalizio è molto diffuso nei paesi di diritto anglosassone, dove detiene una quota di circa il 10% sul totale delle transazioni.

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