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La rinegoziazione del mutuo: come ottenere un finanziamento più conveniente

pubblicato da il 26 marzo 2015
La rinegoziazione del mutuo: come ottenere un finanziamento più conveniente

Se il titolare di un mutuo vuole ottenere condizioni più vantaggiose rispetto al contratto stipulato in origine, ha due possibilità: o ricorrere alla surroga mutuo, che presuppone il subentro di una nuova banca nell’ipoteca, oppure alla rinegoziazione, che permette di ridiscutere i termini contrattuali con la stessa banca che ha erogato il prestito in origine.

Per la banca non c’è l’obbligo di accettare la rinegoziazione ma se il mutuatario si è dimostrato nel corso degli anni un buon pagatore, è molto probabile che, pur di non perdere un buon cliente, che potrebbe anche trasferire il prestito altrove grazie alla surroga, la banca acconsenta a modificare i termini contrattuali.

La rinegoziazione del mutuo permette di cambiare alcune clausole contrattuali come la durata del debito residuo, e di conseguenza l’importo della rata, o di cambiare la tipologia del tasso. Ad esempio da variabile a fisso e viceversa. O ancora di ridiscutere l’entità del tasso applicato, soprattutto oggi che, con i loro valori ai minimi storici, si può ottenere un sicuro risparmio sulla rata, rispetto ai mutui stipulati qualche anno fa.

L’operazione che insieme alla surroga sta attualmente vivendo una nuova primavera, proprio grazie alla presenza di un’offerta bancaria di nuovi prodotti più convenienti che nel recente passato, è gratuita, non prevede atti notarili, come stabilito dal cosiddetto Decreto Bersani del 2007 (il medesimo che regolamenta anche la surroga) e consente inoltre di conservare i benefici fiscali preesistenti, come ad esempio la detraibilità in sede di dichiarazione Irpef degli interessi passivi.

La rinegoziazione consiste dunque in un accordo tra banca e cliente che può anche inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente la richiesta firmata di rinegoziazione. In pratica, si tratta di un semplice accordo scritto tra le parti che modifica i termini contrattuali stabiliti in origine, adeguandoli alle nuove condizioni del mercato.

In alcuni casi, ad esempio quando il mutuatario si trova in difficoltà nel pagamento delle rate, anche la banca può chiedere la rinegoziazione, magari allungando la durata del prestito, con l’obiettivo di alleggerire la rata e permettere al mutuatario di versare il dovuto con meno problemi, evitando così l’avvio di complicati processi di recupero del credito e probabili perdite di una quota consistente del capitale residuo ancora da rimborsare.

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