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Quando la casa può diventare denaro contante restandone proprietari

pubblicato da il 4 ottobre 2012
Quando la casa può diventare denaro contante restandone proprietari

Se si è proprietari di una casa è possibile trasformarla in denaro contante richiedendo un mutuo per liquidità e offrendola in garanzia. Sull’immobile verrà infatti iscritta un’ipoteca. Per questa tipologia di mutuo non è necessario giustificare il motivo del finanziamento.

Se confrontati con i prestiti personali, i mutui per liquidità presentano alcuni vantaggi: permettono di ottenere importi più elevati, di rendere il denaro entro un arco temporale più lungo, e di accedere a tassi di interesse più convenienti. In compenso, il mutuo è più difficoltoso da ottenere e i tempi di erogazione sono più lunghi. Come per tutti i mutui, la banca deve infatti valutare anche la capacità di rimborso del cliente.

Per avere un mutuo per liquidità bisogna che la casa data in garanzia non sia già ipotecata e che il richiedente non superi gli 80 anni di età (per alcune banche il limite è 75 e per altre ancora 70) alla scadenza del finanziamento. Gli importi massimi erogati sono proporzionali al valore dell’immobile e comunque non superiori in genere al 50% dello stesso. Talvolta qualcosa in più. La somma minima concessa è invece normalmente pari a 50mila euro. In entrambi i casi, però, dipende dalla banca.

Quasi tutti i principali istituiti offrono questa tipologia di mutuo anche se, solo rispetto allo scorso anno, diverse offerte sono state ritirate dal mercato. Tra le banche che attualmente propongono il prodotto figurano Unicredit, Barclays e Ing Direct. Ecco alcune caratteristiche.

Unicredit offre “Mutuo Contante”, a tasso fisso o variabile, rimborsabile da 5 a 20 anni, per un importo massimo pari all’80% del valore dell’immobile e comunque non superiore a 80mila euro; Barclays propone “Mutuo Fisso Liquidità”, destinato a lavoratori dipendenti con almeno sei mesi di anzianità e liberi professionisti iscritti a un Albo con almeno due anni di attività. Il finanziamento è al massimo il 50% del valore della casa. Mentre l’importo minimo, sia per Unicredit sia per Barclays, è di 50mila euro. ING Direct concede infine fino al 70% del valore dell’immobile (50% se chi richiede il mutuo è un lavoratore autonomo, professionista o imprenditore) e importi che vanno da 80mila euro a 500mila con durata da 10 a 40 anni se il tasso è variabile e da 10 a 15 se il tasso è fisso.

 

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