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A ognuno il suo tasso ma il variabile resta il preferito

pubblicato da il 23 maggio 2014
A ognuno il suo tasso ma il variabile resta il preferito

Le banche stanno lanciando offerte più competitive che in passato. Le richieste di mutuo crescono da qualche mese, ricompaiono le surroghe e anche sul fronte delle erogazioni c’è stato un lieve miglioramento. Il mercato dei mutui, dopo anni di immobilità, accenna a muoversi. Ma cosa si prevede in fatto di tassi d’interesse? Quale il più conveniente nei prossimi mesi? Se sinora è stato il tasso variabile il più gettonato, grazie ai minimi storici toccati dall’Euribor (l’indice al quale si aggancia il variabile), recentemente si è registrato un ritorno di interesse per il tasso fisso, più ‘caro’ ma meno rischioso.

“I tassi – spiega Renato Landoni, presidente di Kìron Partner – vanno scelti anche in base alla tipologia di cliente. Il fisso è consigliato a chi, ad esempio, ha un reddito basso, con rapporto rata/reddito del 30/35%. Perché con il fisso rischia di meno. La stessa cosa vale per le persone che hanno una bassa propensione al rischio; oppure quando la durata del mutuo supera i 25 anni o, ancora, se c’è una previsione di crescita delle spese da sostenere in famiglia. L’analisi deve partire sempre dalla capacità di risparmio e dalla redditività di chi richiede il mutuo”.

Eppure il variabile continua ad attirare le preferenze, anche perché, rispetto al fisso, permette attualmente risparmi consistenti sulla rata mensile. “Il variabile – prosegue Landoni – resta più competitivo. E per tutto l’anno in corso la tendenza è che l’Euribor continuerà a mantenersi su livelli bassi. Inoltre, se il quadro economico resterà tale, è improbabile che la Banca Centrale Europea faccia interventi che possano mutare le condizioni. Quel che manca da parte delle banche è un servizio di consulenza post erogazione al cliente che lo accompagni nel tempo, aiutandolo a ottenere condizioni sempre ottimali al mutare del contesto”.

A rimescolare le carte in tavola, potrebbero contribuire le Elezioni Europee. Nouriel Roubini, nelle ultime ore, ha ipotizzato che una vittoria o una forte affermazione del Movimento 5 Stelle produrrebbe (anche a causa delle posizioni della formazione sull’euro) nuovi scenari, nei quali lo spread potrebbe tornare a salire e con esso i tassi di interesse. Roubini è l’economista statunitense che per primo, e in tempi non sospetti, aveva previsto il crollo del mercato immobiliare e la crisi globale finanziaria.

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