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Mutui in crescita secondo l'ABI, ma i dati non convincono

pubblicato da il 1 ottobre 2015
Mutui in crescita secondo l'ABI, ma i dati non convincono

Ancora una volta, coerentemente con la tendenza registrata negli ultimi mesi, i dati riguardanti il mercato del credito alle famiglie, resi noti dall'ABI (Associazione bancaria italiana), autorizzerebbero a pensare che il peggio sia definitivamente passato. In particolare, stando al Rapporto, il settore dei mutui, nei primi otto mesi del 2015, avrebbe registrato un incremento su base annua dell'86,1% sul fronte della concessione di nuovi mutui, passando da un ammontare erogato, tra gennaio e agosto 2014, di 15,543 miliardi di euro a 28,920 miliardi nello stesso periodo di quest'anno. Il valore delle nuove erogazioni è quest'anno anche maggiore, sempre nei primi otto mesi, sia al dato relativo al 2013 (12,089 miliardi di euro), sia a quello del 2012 (13,924 miliardi di euro).

La crescita sarebbe inoltre da attribuire in parte al boom delle surroghe che l'ABI stima incidano sul totale per circa il 29%. Ma c'è chi di fronte a questo scenario roseo nutre qualche perplessità. E stavolta a sollevare i dubbi non sono solo le associazioni dei consumatori bensì Nomisma, istituto di ricerca che da 25 anni anni monitora l'andamento del mercato immobiliare. La società bolognese evidenzia, tra le altre cose, una certa discrepanza tra le cifre fornite dall'ABI e quelle pubblicate di recente dall'Agenzia delle Entrate che, nei primi sei mesi del 2015, ha rilevato un aumento nelle vendite delle abitazioni di un modesto 2,85%. Cioè una crescita percentuale troppo esigua per giustificare, depurando il dato 2015 del valore delle surroghe, i circa cinque miliardi di euro in più erogati nei primi otto mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Se, infatti, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, nei primi sei mesi del 2015 sono state vendute quasi 6mila abitazioni, ipotizzando un prezzo medio per casa di 250mila euro si otterrebbe un ammontare di un miliardo e mezzo, cifra ben al di sotto dei cinque miliardi in più erogati secondo l'ABI. Anche perché dal miliardo e mezzo bisognerebbe sottrarre un ulteriore 20%, visto che un mutuo non supera normalmente l'80% del valore della casa.

Il Codacons, dal canto suo, fa notare come negli ultimi sette anni i mutui concessi dalle banche siano crollati del 72%, pari in valore assoluto a una contrazione di oltre 45 miliardi di euro e sottolinea come, di fronte a questi dati, "una ripresa dei mutui era non solo scontata ma anche doverosa, tuttavia insufficiente a colmare il gap con gli anni pre-crisi".

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