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Mutui e polizze, attenzione alle reali coperture

pubblicato da il 6 febbraio 2014
Mutui e polizze, attenzione alle reali coperture

Recentemente l’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni che dal 1° gennaio 2013 ha preso il posto del vecchio Isvap, ha riacceso i riflettori sulla questione relativa alle polizze assicurative legate ai mutui e più in generale ai prestiti. Il Decreto “liberalizzazioni” del 2012, poi convertito in legge, impone alle banche e agli intermediari che erogano finanziamenti condizionati alla stipula di un’assicurazione sulla vita di sottoporre al consumatore almeno due preventivi di compagnie che non abbiano alcun legame con la banca stessa. Il mutuatario ha inoltre 10 giorni di tempo per scegliere autonomamente sul mercato eventuali polizze giudicate più convenienti per le sue esigenze.

Il Decreto “liberalizzazioni” ha fatto seguito ad altre iniziative finalizzate a una maggiore tutela del consumatore. Come, ad esempio, il Regolamento Isvap del 2010 che ha introdotto l’obbligo di restituzione del premio non goduto in caso di estinzione anticipata del mutuo. Obbligo ribadito nel Decreto “Sviluppo bis” che ha esteso tale diritto a tutte le polizze, comprese quelle sottoscritte prima del 2010.

Tuttavia, alcune indagini conoscitive, condotte a seguito dei reclami dei consumatori pervenuti all’Istituto di Vigilanza, hanno rilevato diverse criticità. In particolare, come ha spiegato il Segretario Generale dell'Ivass Corrado Baldinelli, in un intervento ad Assofin sul tema, “dagli accertamenti di natura ispettiva effettuati nel 2013 presso banche e intermediari finanziari è emerso, in via generale, che le modalità di vendita delle coperture assicurative associate a finanziamenti sono spesso difformi rispetto al quadro di riferimento normativo e regolamentare”.

Tali irregolarità riguardano soprattutto la fase conoscitiva, durante la quale al potenziale mutuatario non vengono fornite le informazioni necessarie a valutare se la polizza proposta sia adeguata alle sue esigenze. Questo perché vengono venduti pacchetti standard che spesso contengono condizioni e garanzie non conformi al target di riferimento. Ad esempio, la perdita dell’impiego è garantita da una polizza che comprende la disoccupazione, l’invalidità totale permanente, l’inabilità temporanea totale e il ricovero ospedaliero. Ma ognuna di queste garanzie riguarda una particolare tipologia di assicurato.

Il problema nasce quando ormai è tardi e il cliente scopre che non ha diritto alla copertura perché un determinato rischio non era assicurabile. La disoccupazione, ad esempio, vale esclusivamente per i lavoratori dipendenti privati e non per gli autonomi. Viceversa l’inabilità temporanea viene riconosciuta ai secondi e non ai primi.

L'Ivass auspica non solo una maggiore informazione al cliente, che deve soprattutto comprendere le condizioni della polizza proposta, ma anche un miglioramento dei prodotti stessi e una maggiore attenzione al prezzo della polizza, adeguando la parte riguardante le commissioni che possono far lievitare in modo ingiustificato i costi per il consumatore. Ivass chiede perciò ai soggetti interessati pratiche di autoregolamentazione che si concretizzino nel rispetto delle normative e nella soddisfazione dei consumatori.

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