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Crescono le domande di mutuo ma non le erogazioni

pubblicato da il 27 marzo 2014
Crescono le domande di mutuo ma non le erogazioni

Da otto mesi il Barometro Crif (il sistema di informazioni creditizie) registra un trend in crescita delle domande di mutuo da parte delle famiglie. Anche nel mese di febbraio (ultimo dato disponibile) l’aumento è stato dell’8,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Un dato che fa ben sperare. Se non altro perché indicativo di un miglior clima di fiducia da parte dei consumatori, i quali, da un paio d’anni a questa parte, un po’ a causa della congiuntura negativa, un po’ per colpa della stretta creditizia delle banche, sembravano aver rinunciato del tutto a chiedere finanziamenti per l’acquisto della casa.

Tuttavia, seppur di buon auspicio, la crescita delle richieste non è ancora sufficiente per far parlare di ripresa vera e propria. In tal senso, anche se i dati ufficiali della Banca d’Italia saranno disponibili solo tra qualche settimana, alcuni indicatori già mostrano che alla crescita della domanda non corrisponde un analogo aumento delle erogazioni. Le elaborazioni dell’Ufficio Studi Tecnocasa sui dati resi noti dalla Banca d’Italia a gennaio di quest’anno hanno rilevato una diminuzione del 7% delle erogazioni nel terzo trimestre del 2013 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Mentre per il 2014, Kìron Partner, società di mediazione creditizia del Gruppo Tecnocasa, prevede un probabile ma lieve incremento delle erogazioni solo a partire dalla seconda metà dell’anno. Molto dipenderà dall’andamento del Sistema Paese Italia e anche dalle decisioni economiche e politiche del Governo.

“Per quanto ci riguarda – spiega Renato Landoni, presidente di Kìron Partner – abbiamo registrato un aumento delle erogazioni nei primi due mesi dell’anno. Più in generale, per il 2014, si prevede una moderata crescita. Le banche continueranno tuttavia a mantenere alta l’attenzione sulla qualità e si stima che il valore complessivo del mercato, riferito alla prima casa, non supererà i 22/23 miliardi di euro. È vero che ultimamente c’è una spinta commerciale positiva da parte delle banche. Ma in fatto di erogazioni l’atteggiamento resterà prudenziale. Tanto che, per ottenere un mutuo, sarà ancora necessario il doppio reddito oppure ci vorrà un garante. Grande attenzione sarà infine prestata alla valutazione degli immobili che ora devono essere di qualità”.

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