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Per il mattone inizio d’anno tra speranze e preoccupazioni

pubblicato da il 9 gennaio 2014
Per il mattone inizio d’anno tra speranze e preoccupazioni

Il mercato immobiliare ha chiuso l’orribile 2013 guardando speranzoso all’anno nuovo. Per più di un motivo. A supportare il cauto ottimismo degli esperti, ci sono stavolta alcuni dati inconfutabili e positivi. Come ad esempio la ripresa delle richieste di mutuo evidenziata dal Barometro Crif che, dall’agosto scorso, segnala una piccola ma costante crescita della domanda. I tassi d’interesse, inoltre, dovrebbero restare bassi, grazie all’orientamento della Bce che ha deciso di lasciare invariato il costo del denaro. Il che non si traduce però automaticamente in rate più leggere se le banche non abbasseranno il loro spread, inteso come margine di guadagno.

Dal primo gennaio di quest’anno cambia poi la tassazione sulle compravendite immobiliari rendendo in alcuni casi le transazioni più convenienti rispetto al passato per i consumatori. Ma il vero piatto forte, quello sul quale tutti puntano, è rappresentato dai cinque miliardi (due del cosiddetto Plafond casa e tre sotto forma di Obbligazioni bancarie garantite e altri titoli che hanno per oggetto i mutui) messi in circolo dalla Cassa Depositi e Prestiti con l’obiettivo di favorire la ripresa del credito alle famiglie.

Tuttavia, l’inizio dell’anno nuovo si caratterizza anche per il ginepraio che si è creato intorno alla nuova tassazione sugli immobili dopo l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. Il 2014 saluta infatti l’arrivo della cosiddetta Iuc (Imposta unica comunale) introdotta dalla Legge di Stabilità e che ingloba la Tasi (Tassa sui servizi indivisibili) che dovrà essere pagata dal proprietario e dall’inquilino se la casa è affittata; la Tari (Tassa sui rifiuti) a carico dell’utilizzatore dell’immobile e l’Imu (abolita per la prima casa ma ancora viva e vegeta se si parla di seconde case o case di pregio).

È soprattutto la Tasi che nei giorni scorsi ha suscitato preoccupazione tra gli operatori del settore, come Confedilizia, Ance (Associazione Nazionale costruttori edili) e Fiaip (la Federazione Italiana agenti immobiliari professionali), che hanno visto compromessa la possibile ripresa del mattone a causa della stangata che si potrebbe abbattere sui contribuenti, disincentivando di fatto l’acquisto di nuove abitazioni. Per dar modo alle famiglie più bisognose di usufruire delle detrazioni, il Governo ha dato infatti ai Comuni la facoltà di aumentare le aliquote di base. Una soluzione che scontenta però anche gli stessi sindaci che lamentano l’insufficienza della misura che, a parer loro, non basterebbe a compensare il minor gettito derivante dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa.

Insomma, una bella matassa ingarbugliata anche se, per ora, il problema sembra rimandato perché il Governo pare intenzionato a rinviare la scadenza dei pagamenti al prossimo giugno. Ma non è tutto. Se entro il 31 gennaio il Governo non riuscirà a reperire risorse per oltre 1,8 miliardi di euro da destinare alla tutela di disabili, persone non autosufficienti e invalidi, sarà costretto a tagliare di un punto percentuale i bonus fiscali. Comprese quindi le detrazioni sugli interessi passivi pagati per i mutui che passerebbero dall’attuale 19% al 18% nel 2014 e al 17% nel 2015.

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