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La tassazione sugli immobili torna d'attualità

pubblicato da il 16 luglio 2015
La tassazione sugli immobili torna d'attualità

Ancora sotto i riflettori il tema delle imposte sulla casa, dopo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni che parlano di una possibile abolizione dell’Imu e della Tasi con la Legge di Stabilità che sarà approvata, come di consueto, in autunno. Secondo queste voci, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi starebbe pensando al provvedimento per recuperare terreno presso un elettorato che, stando ai sondaggi, mostra nei suoi confronti un gradimento in calo.

Il tutto è però ancora molto nebuloso e per alcuni versi bizzarro dato che la possibile abolizione dell’Imu su tutte le prime case, come si legge quasi ovunque fatte salve alcune rare eccezioni che parlano invece di seconde case, vorrebbe dire togliere la tassa su immobili di pregio come ville, dimore storiche e castelli. Ovvero le sole prime case che attualmente pagano l’Imu, visto che le abitazioni principali appartenenti a tutte le altre categorie catastali sono esentate già da un anno.

Se fosse così, però, ci sarebbe da aspettarsi una giustificata alzata di scudi da parte di quei proprietari che hanno investito su un mono o un bilocale per le vacanze, quindi una seconda casa, magari pagata qualche decina di migliaia di euro, e che potrebbero facilmente essere costretti a sborsare ancora di più (perché da qualche parte le risorse dovrebbero essere recuperate) a fronte della paventata abolizione dell’Imu su immobili del valore di qualche milione di euro. Altro che gradimento.

Il problema della pressione fiscale sugli immobili deve tuttavia essere affrontata soprattutto ora che, secondo alcuni calcoli simulati, pare certo che la riforma del Catasto avviata da qualche mese porterà a ulteriori e pesanti rialzi delle imposte sulla casa.

Più realisticamente, l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) chiede invece una riduzione delle tasse per far ripartire un mercato immobiliare (uno dei pilastri dell’economia), che, nonostante i lievi segnali di ripresa registrati nella prima parte del 2015, ha comunque pagato negli ultimi anni un conto davvero salato, che ha prodotto, tra l’altro, una perdita nel settore dell’edilizia di circa 800mila posti di lavoro.

L’Osservatorio Ance, se da una parte conferma una lieve ripresa delle compravendite (+0,8% nei primi mesi di quest’anno e +35% nell’erogazione dei mutui nel primo trimestre del 2015), dall’altro ha calcolato che lo Stato ha incassato nel 2014 maggiori imposte per 3,8 miliardi di euro, mentre la pressione fiscale dall’Ici del 2011 all’Imu+Tasi del 2014 è aumentata del 143,5%. Cosa che certo non incoraggia le famiglie italiane a comprare casa, nonostante il momento propizio sia per il calo dei prezzi degli immobili sia per i tassi d’interesse dei mutui mai così bassi in Italia.

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