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L’Imu bis: cos'è e quanto costa agli italiani

pubblicato il 30 aprile 2012
L’Imu bis: cos'è e quanto costa agli italiani

Il dibattito sull’Imu, l’imposta municipale sugli immobili introdotta dal governo Monti, diventa sempre più acceso. Le nuove preoccupazioni degli italiani riguardano la cosiddetta Imu bis (o Imu 2), la “tassa di scopo” che può essere applicata dai Comuni per finanziare la realizzazione di opere pubbliche e che potrebbe aggravare ulteriormente il peso fiscale sulle proprietà immobiliari.

La norma in questione non è una novità, in quanto fu introdotta con la manovra finanziaria del 2007 per sostenere determinati interventi edilizi (ponti, strade, piazze) con l’aiuto dei cittadini. La tassa permetteva di finanziare tali progetti fino al 30% dell’importo, mentre per il resto la spesa era coperta dalle casse comunali. Oggi l’Imu bis ritorna in auge a causa delle modifiche introdotte dal nuovo decreto, che ne estende l’applicabilità da 5 a 10 anni e soprattutto consente il finanziamento delle opere pubbliche fino al 100%, rendendo tale opportunità molto più favorevole per i Comuni (e onerosa per i cittadini).

Prima di gridare allo scandalo, occorre tuttavia sottolineare che il percorso legislativo di questa tassa di scopo è tutt’altro che terminato e che eventuali revisioni (o addirittura cancellazioni) potrebbero essere dietro l’angolo. Inoltre, non è detto che i Comuni scelgano di applicare in massa l’Imu bis: Roma, per voce del sindaco Alemanno, ha già dichiarato di non voler appesantire ulteriormente la già gravosa Imu ed è probabile che molte altre città prendano la stessa decisione.

In seguito alle ultime modifiche sancite in Senato il 24 aprile, vale infine la pena di rivedere le modalità di calcolo dell’Imu, operazione direttamente effettuabile sul sito www.calcoloimu.it. La rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, va moltiplicata per un coefficiente numerico compreso fra 55 e 160 che varia in base alla destinazione d’uso dello stabile e alle caratteristiche del possessore. Per le abitazioni il coefficiente è fissato a 160, contro il 100 della vecchia Ici. Il valore così trovato va moltiplicato per le aliquote (0,4% di base per l’abitazione principale, 0,76% per le seconde case) e pesato sulle quote di possesso e i mesi di possesso. Non va dimenticata la detrazione di 50 euro sul computo dell’Imu per ogni figlio a carico, a beneficio di tutte le coppie sposate con figli d’età inferiore ai 26 anni.

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