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Imu, una storia infinita

pubblicato da il 25 luglio 2013
Imu, una storia infinita

La promessa è che si arrivi a una decisione definitiva entro il 31 agosto quando dovrebbe essere già stata approvata la riforma sulla tassazione degli immobili. Al momento, però, l’unica certezza relativa all’Imu è che... non c’è alcuna certezza. Salvo il fatto che, a fronte di ulteriori rinvii, tra poco più di un mese e mezzo, il 16 settembre per la precisione, i proprietari di prime case che hanno beneficiato della sospensione della prima rata a giugno dovranno sicuramente mettere mano al portafoglio e versare quanto dovuto.

Nel frattempo, proseguono gli incontri tra i tecnici che hanno il compito di sbrogliare la matassa. Un compito non facile e che vede, da una parte, il centrodestra fermo nel proposito di abolire del tutto l’imposta sulla prima casa e, dall’altra, il centrosinistra orientato verso una sua ridefinizione, in funzione di una serie di parametri, con l’obiettivo di recuperare, almeno in parte, i 4 miliardi annui di introito che verrebbero a mancare se l’esenzione per le prime case fosse resa strutturale.

Tra le ipotesi che circolano c’è quella di innalzare le detrazioni dagli attuali 200 euro a 500/600 in base alla fascia di reddito. Secondo gli esperti, questa soluzione escluderebbe dal pagamento dell’Imu oltre l’80% dei proprietari di prime case. Continuerebbero a pagare invece i proprietari di immobili di lusso (come ville e castelli), anche se abitazioni principali, già esclusi comunque dal beneficio del congelamento della prima rata del giugno scorso.

Un’altra possibilità è far pagare l’Imu sulla prima casa, indipendentemente dalla classe catastale, se l’abitazione supera i 150 mq. di superficie. In tal caso, dovrebbero pagare l’imposta anche quei proprietari di immobili nei centri storici delle città, classificati ancora oggi come popolari o ultrapopolari, e che, per questo, nel 2012 hanno versato importi minimi o nulli pur abitando in case trasformate nel tempo in oggetti di pregio. Tale ipotesi richiederebbe però una verifica sulle reali condizioni dell’immobile. Al contrario, rischierebbero di pagare anche i possessori di case davvero popolari e degradate, seppure di grandi dimensioni.

Infine, sul tavolo, c’è una terza proposta: abolire l’Imu a fronte dell’introduzione, a partire dal 2014, di una supertassa nella quale verrebbero convogliate sia l’Imposta municipale unica, sia la Tares, sia l’addizionale Irpef, sul modello dell’inglese “Council tax”, tassa municipale che in Gran Bretagna, almeno per la componente relativa ai servizi comunali, viene pagata anche da chi risiede nell’abitazione indipendentemente dal fatto che ne sia proprietario o meno.

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