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Casa, Imu abolita ma la stangata è dietro l’angolo

pubblicato da il 24 ottobre 2013
Casa, Imu abolita ma la stangata è dietro l’angolo

Il Senato ha dato il via libera in queste ore al Decreto Imu che, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, renderà legge la cancellazione della prima rata dell’Imposta municipale unica per le prime case non di pregio. L’agevolazione viene estesa tra l’altro anche alle case popolari e alle abitazioni concesse in comodato d’uso come abitazione principale a parenti di primo grado (ma potrà valere per un solo immobile), purché il reddito non superi il tetto che verrà definito dai singoli Comuni. Esenti dal pagamento del tributo anche gli anziani che risiedono in case di riposo e gli italiani residenti all’estero a patto che le abitazioni non siano date in affitto.

A fronte di queste buone notizie, restano però ancora molti i nodi da sciogliere. A partire dalle detrazioni Irpef degli interessi passivi pagati per i mutui. La Legge di Stabilità, a meno che il testo non venga modificato, prevede infatti che, in base alla “clausola di salvaguardia”, l’attuale detrazione del 19% possa essere ridotta al 18% e, se non bastasse, anche al 17%. Il provvedimento entrerà in vigore se entro il 31 gennaio 2014 il Governo non dovesse riuscire a raggiungere gli obiettivi di riduzione della spesa e sarà retroattivo, coinvolgendo dunque le dichiarazioni relative ai redditi 2013.

C’è infine la questione Trise, il tributo introdotto di recente, che sostituirà Imu e Tares a partire dal 2014, che potrebbe rivelarsi più salato dell’Imu, penalizzando soprattutto le fasce più deboli e che riguarderà proprietari di prime e di seconde case oltre che gli inquilini in affitto. L’Ufficio Studi della Cgia di Mestre ha realizzato un’analisi che mette a confronto gli importi sborsati da un proprietario di prima casa per Imu e Tares nel 2012; solo la Tares per il 2013 comprese le dovute maggiorazioni per metro quadro; e il Trise per il 2014 ipotizzando l’aliquota all’1 per mille.

In base alle simulazioni della Cgia di Mestre, si scopre che per un’abitazione A3 (economica) di 80 metri quadrati e rendita catastale di 423 euro, nel 2014 il proprietario potrebbe pagare 257 euro (186 di rifiuti e 71 euro di Tasi). Ovvero 47 euro in più rispetto al 2013 e 35 euro in meno rispetto al 2012. Ma se si tiene conto della composizione familiare (l’Imu prevedeva una detrazione di 50 euro per ogni figlio), il Trise comporterebbe il pagamento di 15 euro in più rispetto al 2012 per le famiglie con un figlio, di 65 euro in più con due e di 81 euro in più con tre.

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