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Il denaro costa meno ma gli effetti sui mutui per ora sono pressoché nulli

pubblicato da il 13 giugno 2014
Il denaro costa meno ma gli effetti sui mutui per ora sono pressoché nulli

Con l’obiettivo di stimolare la ripresa dell’economia reale e favorire quella del credito, la Banca centrale europea ha deciso qualche giorno fa di tagliare il costo del denaro dallo 0,25% allo 0,15%. Si tratta di un nuovo minimo storico, ma l’impatto della manovra sui mutui sarà per ora pressoché nullo anche se, in teoria, il calo del costo del denaro dovrebbe produrre contestualmente anche una diminuzione di quello dei finanziamenti.

A beneficiare direttamente del taglio sono innanzitutto i mutuatari che hanno stipulato prestiti ipotecari ancorati al tasso della Bce che, però, in Italia, rappresentano una quota esigua stimata intorno all’1-2%. Per costoro, inoltre, il taglio porterà sì a un risparmio sulla rata mensile ma di entità davvero irrisoria.

La maggior parte dei mutui in Italia è ancorata all’Euribor, se si sceglie il tasso variabile, e all’Eurirs in caso di tasso fisso. Il taglio operato dalla Bce, seppure indirettamente, dovrebbe portare a una diminuzione di questi indici. Ma il loro valore è oggi talmente basso e quasi vicino allo zero che l’incidenza del taglio sarà anche in questo caso quasi ininfluente sulla rata del mutuo. In particolare, secondo alcune elaborazioni del Codacons, il risparmio su un mutuo a tasso variabile di 100mila euro a 30 anni si attesterebbe sui 72 euro annui (6 euro al mese), mentre per un mutuo a 25 anni di 150mila euro la rata mensile diminuirebbe di circa 8 euro.

Qualche effetto positivo, tuttavia, si prefigura. Almeno in prospettiva. Perché, secondo le stime, le banche, a fronte di un minor costo del denaro, potrebbero decidere di abbassare il loro spread (una delle voci che compone il tasso finale relativo sia a un mutuo a tasso fisso sia variabile) sotto il 2% (valore medio attuale), rendendo di fatto più convenienti le loro offerte. Con un duplice effetto positivo: mutui meno cari per chi stipula nuovi finanziamenti ipotecari e una ripresa della competitività tra le banche interessate a proporre formule più allettanti. Cosa che potrebbe dare ulteriore impulso alla surroga mutuo che permette al mutuatario di sostituire il prestito con un altro più conveniente presso una banca diversa da quella che ha erogato il mutuo in origine.

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