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Euribor nell’occhio del ciclone

pubblicato da il 24 novembre 2016
Euribor nell’occhio del ciclone

Una sentenza che fa scalpore, sebbene pubblicata con due anni di ritardo, e che apre le porte alle richieste di rimborso da parte di quei mutuatari che tra il 2005 e il 2008 hanno contratto mutui a tasso variabile. La Commissione europea ha inflitto una sanzione da 1,7 miliardi di euro al cartello bancario accusato di aver manipolato l’Euribor, l’indice che sta alla base del calcolo degli interessi per i mutui a tasso variabile, rendendolo di fatto illegittimo.

In cifre, i mutui in questione ammontano a circa 230 miliardi di euro mentre i relativi interessi legati all’Euribor superano i 30 miliardi. Secondo le associazioni dei consumatori Audusbef e Federconsumatori, in Italia, il danno economico arrecato a circa 2 milioni e mezzo di famiglie è di oltre 3 miliardi di euro “con una media di 1.200 euro di danni pro-capite”.  Ora, a seguito della sentenza, i contratti in questione sono da considerarsi nulli, mentre alla banca va rimborsata la sola quota capitale secondo il piano rateale previsto dal contratto.

L’indagine della Commissione europea sulla manipolazione dell’Euribor ha preso avvio nel 2012, dopo l’analogo caso che in Inghilterra aveva coinvolto il Libor (London Interbank Offered Rate), il tasso di riferimento dei finanziamenti interbancari britannici. Sempre nello stesso anno, su denuncia di Adusbef e Federconsumatori, ha iniziato a indagare anche la Procura di Trani che aveva aperto un fascicolo ‘per truffa aggravata e grave manipolazione dei mercati’. Facile intuire le ripercussioni negative sulle tasche delle famiglie italiane che avevano un mutuo in essere in quegli anni.

La sentenza dell’Antitrust europea rinvigorisce le polemiche intorno all’Euribor, già nell’occhio del ciclone per un’altra questione, quella riguardante la clausola ‘floor’, che, pure, può dare la stura ad altre richieste di rimborso da parte dei consumatori. La vicenda è legata ai valori negativi toccati dall’Euribor nell’ultimo anno, tanto da indurre molte banche ad applicare una soglia minima dello 0% invece che calcolare i tassi sul valore negativo.

I mutuatari hanno così pagato interessi maggiori del dovuto ed è quindi possibile richiedere alla banca il rimborso del surplus versato. Alcune banche, inoltre, considerando il trend al ribasso dell’Euribor, hanno cominciato a introdurre nel contratto di mutuo la suddetta clausola ‘floor’, che fissa un tetto minimo applicabile se il parametro è negativo. In mancanza della clausola il mutuatario può chiedere, anche in questo caso, il rimborso di quanto pagato in più.

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