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Crisi greca e mutui, per ora l’impatto è pari a zero

pubblicato da il 21 luglio 2015
Crisi greca e mutui, per ora l’impatto è pari a zero

Borse altalenanti, spread in risalita e investitori col fiato sospeso. Inutile dire che, durante la crisi greca, anche i timori per le possibili ripercussioni sulle rate dei mutui a tasso variabile non sono mancati. L’impatto, tuttavia, non c’è stato e l’accordo raggiunto dal Governo Tsipras con i creditori, salvo nuovi colpi di scena, ha fatto per ora rientrare l’allarme.

L’Euribor, l’indice di riferimento per il tasso variabile, è infatti tuttora stabile intorno allo zero se non in terreno lievemente negativo (-0,02 il suo valore a 3 mesi al 20 luglio scorso). E, a sentire gli esperti, eventuali rialzi nei prossimi mesi non ci dovrebbero essere. Questo, anche per effetto del Quantitative Easing voluto dalla Banca Centrale Europea che, grazie all’immissione di nuova liquidità nel sistema finanziario, ha aumentato la quantità di denaro in circolazione, comprimendo i rendimenti e abbassando di fatto il tasso di interesse che le banche applicano quando si prestano denaro l’una con l’altra. Tasso in base al quale si calcola poi il valore dell’Euribor.

Dunque, le famiglie che stanno pagando, o che intendono chiedere, un mutuo a tasso variabile possono ancora accedere al finanziamento, potendo contare su condizioni particolarmente favorevoli e, soprattutto per quanto riguarda le nuove erogazioni, con un tasso di interesse finale, cioè l’Euribor più lo spread richiesto dalle banche, che si attesta mediamente sul 2% e, in alcuni casi, anche intorno all’1,5%.

Situazione tranquilla anche sul fronte dei mutui a tasso fisso, ovvero quelli agganciati all’Eurirs che pure si trova attualmente su minimi record, e che, anzi, ha registrato negli ultimi giorni una leggera flessione (1,63 il valore dell’Eurirs a 20 anni al 17 luglio), dopo che a giugno era risalito dallo 0,7% di aprile all’1,7% a causa di un rialzo del rendimenti dei bund tedeschi ai quali l’Eurirs è legato. Valori che tuttavia continuano a essere bassi come non mai in Italia e che permettono oggi di stipulare un mutuo a tasso fisso spuntando un interesse finale che si attesta mediamente intorno al 3,5%.

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