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Casa e tasse, come funziona in Europa

pubblicato da il 30 maggio 2013
Casa e tasse, come funziona in Europa

Mentre in Italia il dibattito sull’Imu continua a tener banco tra chi ne chiede l’abolizione totale sulla prima casa e chi vuole rimodularla, si scopre che nel resto d’Europa le imposte sugli immobili (sia prima sia seconda casa), benché secondo formule diverse, esistono ovunque. Ecco come si comportano i principali Paesi dell’Unione europea.

Francia – Due le imposte che gravano sugli immobili: la Tassa fondiaria (Taxe Foncière) e la Tassa d’abitazione (Taxe d’habitation). La Tassa fondiaria, incassata dallo Stato e poi riversata agli enti locali, è a carico del proprietario o dell’usufruttuario. Ha come base imponibile la rendita catastale moltiplicata per aliquote minime e massime definite di anno in anno dal comune d’ubicazione dell’immobile. Il calcolo tiene conto di variabili quali la collocazione della casa, la località e la zona. Sono previsti sgravi fiscali per i contribuenti che non superano determinate fasce di reddito. La Tassa d’abitazione viene invece pagata da chi occupa l’immobile e incassata dai comuni che utilizzano gli introiti per i servizi pubblici (ad esempio lo smaltimento rifiuti, illuminazione, viabilità). In genere la Tassa d’abitazione è pari a una mensilità d’affitto.

Regno Unito  –  Non esiste una tassa sulla proprietà. Spetta invece agli inquilini pagare la Council Tax, un tributo locale che serve a coprire le spese dei servizi comunali e sociali. Per calcolare l’entità dell’imposta va considerata la fascia di valore alla quale l’immobile appartiene (otto in tutto) in base al valore dell’immobile definito nel 1991 (nel Galles i valori sono stati rivisti nel 2003) e non sull’attuale. Quindi si applica l’aliquota deliberata da ogni Circoscrizione comunale che normalmente oscilla tra lo 0,5 e l’1,3%. Sono previste esenzioni e sconti per particolari categorie tra le quali i single e gli studenti.

Spagna – I proprietari di immobili sono tenuti al pagamento annuale dell’Impuesto sobre Bienes Inmuebles (Ibi), tributo municipale che viene calcolato sulla base del valore catastale, secondo un’aliquota decisa dai singoli comuni (ayuntamientos) e che varia da un minimo dello 0,4% sino a un massimo dell’1,1%. Sono inoltre sempre i comuni a definire l’entità degli sgravi fiscali, necessari a calcolare l’importo finale dovuto. Da poco è stata introdotta una tassa patrimoniale per gli immobili di valore superiore a 700mila euro. L’importo si calcola in base a un’aliquota che varia dallo 0,2 al 2,5% da applicare a scaglioni sulla cifra che eccede il tetto di 700mila euro.

Germania – Tiene conto del valore catastale l’imposta fondiaria che grava sugli immobili. Si tratta di un tributo locale a carico dei proprietari deciso dal governo centrale ma che cambia in base alla regione (Land) e alla città. Il calcolo dell’imposta tiene conto di una serie di moltiplicatori diversi da zona a zona e anche dell’utilizzo del bene immobile.

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