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World Energy Outlook 2013: uno sguardo al futuro

pubblicato da il 21 novembre 2013
World Energy Outlook 2013: uno sguardo al futuro

Come ogni anno, l’Agenzia internazionale per l’energia di Parigi ha pubblicato questo mese il World Energy Outlook, il più autorevole documento relativo al mondo dell’energia e all’evoluzione dei mercati. L’edizione 2013 conferma molte delle tendenze in atto e, nello scenario di riferimento, la domanda globale di energia è destinata a crescere di circa un terzo tra il 2011 e il 2035.

Non tutte le fonti sono però destinare a crescere allo stesso passo: la domanda di petrolio aumenterà infatti “solo” del 13% e quella di carbone del 17%. Crescita ben sopra la media invece per gas (+48%), nucleare (66%) e rinnovabili (+77%), da cui ci si attende una drastica riduzione dei costi di produzione.

Molte conferme anche per quanto riguarda la geografia dei consumi: protagonista indiscussa la Cina, ormai primo consumatore mondiale e primo importatore di petrolio. Forte crescita attesa anche per i Paesi del Sud Est asiatico e l’India, soprattutto per il prossimo decennio.

Nella nuova geografia, ruolo da protagonista anche per gli Stati Uniti, che sono destinati a restare il secondo consumatore di energia al mondo anche nel 2035. Rispetto alla Cina, l’America ha però il grande vantaggio dato dalla produzione di gas e petrolio non-convenzionali, che hanno rivoluzionato il mercato nordamericano, riducendone la dipendenza dai mercati internazionali.

Nelle previsioni dell’Agenzia, l’unica area destinata a un declino dei consumi sembra essere l’Europa, che addirittura dovrebbe arrivare nel 2030 a consumare meno greggio degli stessi produttori mediorientali. Al 2035, l’Unione Europea rischia poi di perdere anche il posto di terzo consumatore di energia al mondo, scalzata dall’India.

Sul fronte del gas naturale, in particolare, la domanda europea sembra destinata a soffrire degli effetti della crisi economica attuale ancora a lungo, tanto che le previsioni peggiorano sensibilmente, anche solo rispetto a un anno fa. Basti pensare che la domanda attesa al 2030 è stata rivista al ribasso di una quantità pari a quella di tutti i consumi francesi.

Un quadro non certo roseo per l’Europa, ma si sa che le previsioni per il lungo periodo sono incerte per definizione e dicono spesso di più sulle mode attuali che sul futuro. Molto può insomma essere ancora fatto a livello europeo.

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