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La crisi ucraina: quali conseguenze per l'Italia?

pubblicato da il 28 febbraio 2014
La crisi ucraina: quali conseguenze per l'Italia?

La Russia è il principale fornitore di gas naturale per le famiglie e le imprese italiane. Nel solo 2013, le importazioni in arrivo al Tarvisio sono state di quasi 30 miliardi di metri cubi, pari al 43% del totale dei consumi nazionali.

Questa situazione ha fatto però suonare negli ultimi mesi qualche campanello di allarme. Tutto il gas in arrivo in Italia dalla Russia transita infatti dall'Ucraina e si teme che l'instabilità politica nel Paese possa avere effetti imprevedibili sulla gestione dei gasdotti. In particolare, un'Ucraina sempre più indebitata potrebbe cercare di ricattare la Russia per avere sconti sulle proprie forniture, minacciando di chiudere i rubinetti verso l'Europa.

La situazione è complessa, ma al momento non ci sono motivi di grave preoccupazione per l'Italia. Un'eventuale minaccia ucraina sarebbe infatti poco credibile, perché il Paese importa tutto il gas di cui ha bisogno dalla Russia e avrebbe al massimo qualche giorno di autonomia prima di dover tornare sui propri passi. Pena la completa paralisi di gran parte delle attività economiche.

Inoltre, cosa ancora più importante, il sistema di approvvigionamento italiano è costruito - per legge - per poter funzionare correttamente anche senza il gasdotto in arrivo dalla Russia. La capacità di importazione italiana è infatti ben diversificata e i clienti italiani possono ricevere il gas dalla Norvegia, dai Paesi Bassi, dall'Algeria, dalla Libia, oltre che dai rigassificatori di Rovigo e Livorno.

Su tutte queste infrastrutture esiste infatti abbastanza capacità di importazione non utilizzata da poter soddisfare la domanda italiana. Tra l'altro, il livello attuale della domanda è più basso del 17% rispetto al 2007, quando però la capacità di importazione era minore. Infine, occorre ricordare che la domanda di gas è più grande durante l'inverno e in primavera ed estate la domanda giornaliera è destinata a scendere.

Qualunque cosa succeda in Ucraina, dunque, nei prossimi mesi i consumatori italiani possono stare tutto sommato tranquilli.

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