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Bolletta del gas: nuovi sussidi in vista

pubblicato da il 30 ottobre 2012
Bolletta del gas: nuovi sussidi in vista

Il Ministero dello sviluppo economico sta per pubblicare il decreto relativo alle rinnovabili termiche, ossia alle attività di riscaldamento che utilizzano energie rinnovabili. Si tratta di impianti che utilizzano diverse tecnologie (solare, biomasse, geotermico) al posto dei combustibili fossili e che nella recente Strategia energetica nazionale hanno un ruolo importante. Gli usi termici assorbono infatti il 45% dei consumi energetici nazionali e la diffusione delle rinnovabili anche in questo ambito rappresenta una necessità per raggiungere gli obiettivi di utilizzo delle rinnovabili fissati per il 2020.

Il nodo centrale, come quasi sempre accade quando si parla di rinnovabili, è quello dei costi. Il passaggio alle rinnovabili costa: anche se poi nel tempo i vantaggi superano le spese iniziali, soprattutto per i piccoli utenti i costi iniziali possono essere importanti e rallentare il ritmo della diffusione. Attualmente esistono già incentivi sotto forma delle detrazioni del 55%, in vigore almeno fino alla metà del 2013.

In linea con quanto indicato nella Strategia energetica nazionale sono però in arrivo nuove misure, chiamate “Conto termico”, in analogia con il “Conto energia” del fotovoltaico. Entro la fine dell’anno il decreto del ministero, previsto dal d. lgs. 28/2011, dovrebbe introdurre misure più forti per incentivare sia gli impianti di piccola taglia, solitamente residenziali, sia quelli di più grosse dimensioni, relativi alle attività produttive.

Le misure riguardano una partecipazione al costo dell’impianto, distribuita in due anni per gli impianti piccoli (35 kW termici per la biomassa e 50 mq per il solare termico) e in cinque anni per quelli più grandi. Esistono inoltre tetti ai livelli di sussidio e nel complesso la misura è indirizzata a favorire soprattutto i piccoli consumatori.

Fin qui, tutto bene. La nota dolente riguarda i costi: la misura prevede una spesa di circa 900 milioni di euro all’anno, per un totale di 8 miliardi da qui al 2020. Una cifra consistente, che sarà scaricata sulle bollette del gas naturale, sotto forma di accisa. Paradossalmente, dunque, a pagare per le rinnovabili termiche saranno coloro che di quegli impianti non beneficeranno mai. L’aggravio sarà limitato a pochi centesimi, ma rappresenta in ogni caso l’ennesimo aumento della pressione fiscale sui consumi energetici delle famiglie italiane.

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