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Tasi, ecco cosa ha deciso il nuovo Governo Renzi

pubblicato da il 5 marzo 2014
Tasi, ecco cosa ha deciso il nuovo Governo Renzi

A Enrico Letta l’Imu non ha portato bene. E ora anche Matteo Renzi rischia di inciampare su un’altra imposta, la Tasi, che andrà ad abbattersi sulla casa. Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì scorso (28 febbraio) il Decreto legge che fissa aliquote e modalità di pagamento della Tasi (imposta sui servizi indivisibili, come ad esempio l’illuminazione delle strade). La palla passa però ora ai sindaci ai quali il Governo ha dato la discrezionalità di aumentare le aliquote base di prime e seconde case sino a un massimo dello 0,8 per mille. Obiettivo della manovra: reperire con il surplus i fondi necessari a introdurre le necessarie detrazioni o eventuali altre agevolazioni fiscali.

Di conseguenza, la Tasi per le abitazioni principali potrebbe passare, nei Comuni che lo decideranno, dal 2,5 per mille al 3,3 per mille e per le seconde dal 10,6 per mille all’11,4. Il Decreto legge fissa inoltre al 16 giugno 2014 la data per il pagamento dell’imposta, da effettuarsi tramite F24 o bollettino postale. È probabile tuttavia che ai comuni venga data la possibilità di decidere se prevedere due rate anziché un’unica soluzione.

Nel 2014 perciò i proprietari di prime case (per i quali l’Imu è stata abolita) dovranno pagare la nuova tassa che, per i proprietari di seconde case, si aggiungerà invece all’Imu. Inoltre, se l’immobile è dato in locazione, a pagare non saranno solo i proprietari ma anche gli inquilini che dovranno versare il tributo in misura oscillante tra il 10 e il 30%. Gli unici immobili esenti da Tasi sono i terreni agricoli.

Ma c’è già chi lancia i primi allarmi. Per Confedilizia il nuovo aumento del carico fiscale sulla casa rischia di aggravare lo stato di un mercato immobiliare già allo stremo, mentre il Codacons teme un possibile nuovo calo dei consumi, con conseguenze immaginabili anche per le imprese. Infine, siccome saranno i singoli Comuni a decidere gli aumenti, è difficile stimare, ora, quale potrebbe essere a livello nazionale il reale impatto della tassa sulle famiglie.

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